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Operazione

La finanza sequestra in porto a Genova 130 tonnellate di rifiuti pericolosi: sarebbero stati spediti in Africa

16 persone denunciate per il tentativo di smaltimento illecito di oggetti elettronici ma anche carcasse di auto e moto

Genova. Nell’ambito del costante monitoraggio dei flussi commerciali che interessano il porto del capoluogo ligure ed a contrasto del fenomeno delle spedizioni illecite di rifiuti verso il continente africano, il II Gruppo della Guardia di Finanza di Genova, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane, ha finalizzato una complessa attività di polizia doganale ed ambientale.

L’operazione, durata circa 12 mesi, si è conclusa con l’individuazione di 6 furgoni e di 10 container contenenti oltre 130 tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi e la denuncia di 16 responsabili per i reati di spedizione illecita di rifiuti.

In alcuni casi, laddove è stata accertata l’origine furtiva dei rifiuti (parti di automobili oggetto di furto, motori e componenti di motocicli), i responsabili sono stati denunciati anche per il reato di ricettazione.

L’operazione “Spedizioni Pericolose” ha evidenziato come i rifiuti, soprattutto apparati elettrici ed elettronici, vengono consegnati da diversi operatori economici perlopiù italiani a piccoli gruppi organizzati composti da soggetti nordafricani, con il fine di eludere i previsti costi di gestione e smaltimento previsti dalla legge italiana.

Tali gruppi criminali, privi di qualsiasi autorizzazione ambientale, stipano i rifiuti in container o furgoni i quali vengono poi imbarcati su motonavi in partenza dal porto di Genova e diretti in Senegal, Marocco, Nigeria, Costa d’Avorio.

I rifiuti intercettati sono stati fatti smaltire a opera di ditte specializzate e a spese degli stessi soggetti responsabili delle spedizioni illegali.