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Inferno autostrade in valle Stura, così le ambulanze potranno bypassare la frana sulla A26 fotogallery

Trovato accordo tra Regione e Autostrade, ma nella notte di nuovo chiusa la provinciale verso Ovada a causa dell'allerta meteo in Piemonte

Genova. “Da domani, grazie a un accordo tra Regione Liguria e Autostrade per l’Italia, tutti i mezzi di soccorso che non possono usare il casello di Masone, al momento chiuso per una frana, potranno entrare sulla A26 utilizzando l’area di servizio Stura, situata a pochi chilometri dal casello stesso, sia per dirigersi verso nord che verso sud con accessi che saranno garantiti da presidi fissi con movieri organizzati dalla concessionaria autostradale”. Lo annuncia l’assessore alle infrastrutture e protezione civile Giacomo Giampedrone.

E questa è l’unica buona notizia per la valle Stura dopo la frana che da ieri pomeriggio incombe sulla rampa del casello di Masone impedendo l’accesso alla strada per tutti i comuni della zona. Le ambulanze e gli altri mezzi di soccorso potranno entrare in autostrada attraverso un varco, scortati dalla polizia stradale. Ma per la notte tra il 10 e l’11 giugno è stata nuovamente emanata l’allerta meteo gialla in provincia di Alessandria, provvedimento che fa scattare automaticamente la chiusura della strada provinciale 456 in località Gnocchetto, poco dopo il confine col Piemonte. “Per stanotte quindi incrociamo le dita“, commenta il sindaco di Campo Ligure Gianni Oliveri.

“Questa soluzione – spiega l’assessore – consente un accesso sicuro per i mezzi di soccorso, visto che l’utilizzo dal casello resterà impossibile per diversi giorni. Si tratta di una soluzione certo parziale, ma che perlomeno dà una risposta rapida e concreta sul fronte delle principali emergenze che si potrebbero verificare nella zona, a fronte di una richiesta di attenzione che si è levata da tutta la valleStura a seguito della frana sull’accesso autostradale della giornata di ieri”.

I tempi di ripristino della frana saranno piuttosto lunghi. Autostrade ha indicato come data il 19 giugno e al momento la previsione resta quella, sempre che il maltempo molli la presa e consenta di completare la messa in sicurezza senza ulteriori movimenti del suolo. Il fronte misura 3mila metri cubi e a preoccupare è la presenza nel suolo di talco, minerale che rende la frana particolarmente instabile. Una criticità che era già emersa quattro anni fa, come ha ricordato ieri il sindaco di Masone, Enrico Piccardo.

“A livello complessivo – conclude Giampedrone – ribadiamo l’assoluta necessità da parte del ministero dei trasporti, esclusivo competente in materia, di fornire al territorio e alla Liguria intera autostrade degne di questo nome, oltre che, da parte di chi ha l’incarico di svolgere gli interventi necessari, di far sì che siano il più celeri possibili per eliminare i disagi che ogni giorno rendono sempre più complessa la vita dei cittadini”.

“Condividiamo l’appello lanciato al Mit dai circoli del Partito Democratico delle valli Stura, Orba e Leira, sulla situazione drammatica in cui versa oggi questa fetta di territorio a forte rischio isolamento – ha commentato oggi il Pd ligure – . I lavori sulla A26, il casello di Masone bloccato e le frane che flagellano le strade statali e provinciali (una Campo Ligure, una tra Tiglieto e Rossiglione e una terza sul versante alessandrino) stanno mettendo a dura prova queste vallate già duramente colpite dalle alluvioni e servite da linee ferroviarie molto problematiche. Una situazione di grave emergenza che va risolta al più presto. Purtroppo, la Regione Liguria, in questi anni, non ha assolto ai propri compiti e non ha fatto nulla per aiutare questo territorio, eludendo sistematicamente le richieste d’aiuto arrivate dall’Unione dei Comuni. È per questo che oggi ci uniamo ai circoli del PD e agli amministratori delle valli Stura, Orba e Leira per chiedere al Mit e al ministro De Micheli di intervenire su Aspi e Anas affinché venga avviato un tavolo di coordinamento per snellire i lavori sull’A26 e possano essere liberate al più presto dalla frane le strade provinciali e statali. In questo modo si potrà garantire una circolazione minimamente adeguata e si potranno risolvere, in parte, alcuni gravi problemi di viabilità che stanno isolando sempre di più il territorio di queste vallate”.