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Il via alla stagione dei ricorsi

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Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia è intervenuto dopo i verdetti del Consiglio federale sul tema delle preannunciate azioni legali di ricorso , analizzando tutte le criticità relative ai Dilettanti, dopo la conclusione anticipata della stagione, con otto/nove giornate di anticipo (c’è chi addirittura doveva ancora effettuare dei recuperi), a causa dell’emergenza Coronavirus.

I clubs ora che hanno incassato la definitiva volontà del Consiglio Federale (8/6) potranno rivolgersi anche a Tar e Consiglio di Stato. Diverse società avverso la retrocessione d’ufficio hanno paventato l’ipotesi di presentare ricorsi contro la Lnd: “C’è il ricorso possibile al Collegio di Garanzia e poi ci sono Tar e Consiglio di Stato, il tutto si deve chiudere in 45 giorni. Noi abbiamo fatto delle scelte: se qualche presidente le dovesse ritenere sbagliate allora ricorrerà al Coni e alle autorità giudiziarie amministrative” a prontamente sottolineato il presidente della Lnd.

Sibilia è consapevole che la Lega potrebbe essere costretta a compiere un passo indietro per via delle decisioni di questi organi: “Di certo non ci offendiamo se qualcuno vuole fare ricorso, ci mancherebbe altro. Pensiamo d’aver fatto la scelta migliore, poi se c’è un’autorità superiore che ci ha detto che dobbiamo fare altro non è colpa nostra. Terz’ultima e quart’ultima avrebbero dovuto disputare i playout ma retrocederanno direttamente.

Una trentina di club chiedono cosa abbia portato a questa decisione, contestando la cristallizzazione delle classifiche: “Siamo tornati al comunicato ufficiale n. 1 che prevede una promozione e quattro retrocessioni. Si poteva anche pensare, e c’è stata qualche proposta, che venissero retrocesse soltanto le società che erano direttamente interessate, quindi le ultime due. Il problema è che noi dovevamo avere 36 retrocessioni. Facendo i conteggi poi dovevamo considerare chi viene dall’Eccellenza, chi ha vinto il campionato, le seconde a pari merito, avevamo degli spazi che dovevamo per forza liberare, questo è stato il motivo per cui il Dipartimento Interregionale ha fatto questa proposta”.

Inoltre chi è stato ripescato l’anno scorso, se retrocesso, rischia una duplice beffa. Sibilia ha replicato così: “Magari chi è stato ripescato l’anno scorso ha fatto investimenti, ma ora si trova retrocesso e non può essere più ripescato per qualche anno, ma queste sono valutazioni che saranno fatte al momento opportuno e quindi vedremo. La rabbia del momento la accetto, è fuori discussione. Vengo da questo mondo e sono stato dirigente di società. Quindi sì alla dialettica, sì alla discussione, ma non all’offesa, perché tutto questo non è stato fatto a cuor leggero. La speranza è che non ci siano tanti ricorsi perché sento molte società pronte ad adire alle vie legali”.

Ma sarà davvero così? Si può ipotizzare ci possano essere tanti ricorsi? La logica direbbe il contrario. Per gli scontenti, infatti, sarà difficile far valere i propri diritti nelle opportune sedi complice il Decreto Rilancio pubblicato in Gazzetta ufficiale. Quest’ultimo ha infatti accorciato i tempi della giustizia sportiva, abolendo i gradi federali interni e prevedendo un unico ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport del CONI e poi, in via amministrativa, al Tar e in secondo grado al Consiglio di Stato.

Il costo di ricorsi del genere è alto e non tutti i club potranno permettersi di portare avanti battaglie che, verosimilmente, li vedrebbero perdenti. È infatti difficile ipotizzare che un Tar, che in questi ultimi anni si è guardato bene dall’intromettersi nelle questioni calcistiche, possa smentire una Figc autorizzata a prendere delle decisioni anche dallo stesso Governo. Insomma, dopo l’eventuale ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport del CONI chi vorrà portare ulteriormente avanti le proprie tesi? E a quale prezzo? Sembra, dunque, molto più probabile che non ci sarà una pioggia di ricorsi ma, nella peggiore delle ipotesi, qualche goccia d’acqua che non dovrebbe destabilizzare il calcio italiano.

Il cartello “Salviamoci” ha accolto amaramente gli sviluppi della situazione: “Nessuna risposta ottenuta in merito alla nostra diffida! Nessuna risposta alla nostra richiesta di ottenere la famigerata delibera della LND del 22/05/2020 decretante le retrocessioni a tavolino (ora, ci viene addirittura il dubbio che sia stata adottata, perché non risulterebbe pubblicata da nessuna parte). Tutto questo, in nome del così detto “merito sportivo”.

Abbiamo accolto con estremo favore, la grande presa di posizione delle società di Serie A che, hanno, in linea di principio, sposato la battaglia di civiltà giuridica e sportiva che il nostro gruppo sta portando avanti ma non è valso a niente.Ricordiamo che sulle retrocessioni non c’erano deroghe e che tutto doveva essere deliberato a maggioranza qualificata come purtroppo è stato. Il consiglio federale non ha assunto decisioni sagge che siano idonee pure a disinnescare un contenzioso dalle notevoli proporzioni, mai verificatosi nel nostro paese, la cui responsabilità sarà di chi ha voluto, pervicacemente, difendere ad oltranza una posizione insostenibile”.

Già giovedì 11 giugno alle 12 nel Salone del Coni a Roma si terrà la riunione del Consiglio Direttivo della Lega Dilettanti e cercheremo di capirne di più. Comunque vada si preannuncia un’ennesima estate calda tra ricorsi e carte bollate.

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