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I cittadini potranno proporre direttamente referendum regionali, approvato emendamento de ilBuonsenso

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Genova. Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato all’unanimità la proposta del Buonsenso. Questo emendamento consente finalmente anche ai cittadini – e non solo ai consiglieri regionali – di assumere l’iniziativa di proporre referendum consultivi regionali, andando quindi a sommarsi questa possibilità oltre al terzo dei componenti dell’assemblea legislativa o la commissione competente, previsti nella legge dell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea Legislativa della Liguria.

“Questa è una misura essenziale perché grazie all’emendamento del Buonsenso si dà la possibilità anche alla cittadinanza di fare proposte di referendum consultivo in Liguria. Con questo strumento il cittadino partecipa direttamente, ed è chiamato a esprimere un parere su una determinata questione; può quindi intervenire attivamente alla vita e alle decisioni politiche del suo territorio”, spiega la consigliera regionale Alice Salvatore.

“Questo è un primo passo importante verso la possibilità di ampliare e affiancare alla democrazia rappresentativa, quella democrazia, fondamentale strumento di trasparenza, partecipazione e pulizia in politica”, prosegue la nota.

“Da oggi i cittadini possono fare una richiesta di referendum consultivo per temi e argomenti che ritengono essenziali, è necessario raccogliere 15.000 adesioni per poter formalizzare la proposta, poi naturalmente il documento viene discusso in aula e infine votato sul territorio. Con questo nuovo metodo ilBuonsenso apre l’Assemblea della Liguria verso l’esterno e quindi al dialogo assolutamente sano e pulito che permette alla politica di restare ben ancorata alla quotidianità e alle reali problematiche della cittadinanza”, aggiunge la presidente de ilBuonsenso.

“Questa vittoria del Buonsenso è un primo grande passo per rivoluzionare il modo di fare politica, estendendo la partecipazione alla cittadinanza, che può tornare così al centro della politica, avvicinando un poco alla collettività i palazzi dorati della vecchia politica”, conclude Salvatore.