Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Gli studenti genovesi: “Basta con la didattica a distanza, la nostra formazione torni al centro”

Un gruppo di ragazze e ragazzi di diversi istituti si sono conosciuti facendo volontariato durante il lockdown: "La Dad ha lasciato più indietro chi già era indietro"

Più informazioni su

Genova. La scuola a distanza? Opportunità nell’emergenza, ma rischia di aumentare le diversità. Lo sostengono alcune ragazze e alcuni ragazzi di diverse scuole superiori genovesi in una lettera – che pubblichiamo – è che chiede di

La lettera è firmata da: Alina, Liceo Montale – Aurora, scuola media Bernardo Strozzi – Bianca, Liceo Barabino – Cecilia, Istituto Calasanzio – Christian, Liceo Leonardo da Vinci – Denise, Liceo Colombo – Elisa, Liceo Gobetti – Emanuele, Liceo Pertini – Giulia, Liceo Deledda – Ibrahim, Istituto Odero – Lucia, Liceo Gobetti – Mirella, Liceo Gobetti – Thalia, Scuola Germanica – Sana, Liceo Montale – Ylenia, Liceo Gobetti.

“Siamo un gruppo di studenti di diverse scuole. Prima del coronavirus non ci conoscevamo, siamo venuti a contatto con il volontariato (tipo facendo la spesa o comprando medicine a chi ne aveva bisogno) durante la quarantena. Ci siamo subito confrontati sui problemi che ora stiamo affrontando e abbiamo trovato le stesse difficoltà in tutte le scuole.

La didattica a distanza ogni tanto viene presentata come l’occasione per noi di stare a casa a poltrire. Ma non siamo contenti. Ci sono situazioni di disagio. Chi tra i nostri compagni era “indietro” è rimasto ancora più indietro. Chi ha la famiglia in difficoltà economica sopporta grandi disagi, magari in casa non hanno il computer o internet.

Così come chi ha una famiglia numerosa, si pensi a tre fratelli che devono dividersi un PC… se poi i genitori sono in smartworking la situazione è ancora più insostenibile! Senza nulla togliere all’impegno e buona volontà dei prof, così non può andare avanti! Ne va della nostra formazione e pure della nostra salute: molti soffrono di stress e ansia.

Sappiamo che nel mondo ci sono realtà peggiori (nostri coetanei sono vittime di sfruttamento, miseria, guerra) comunque non possiamo e non vogliamo chiudere gli occhi di fronte a un problema che stiamo vivendo e sul quale le prospettive sono incerte, coi discorsi del governo fumosi e poco chiari.

Bauman diceva che l’uomo è immerso nella società liquida, quando ha paura a immaginare una vita diversa da quella condotta fino a quel momento. Questa affermazione rappresenta bene la condizione di oggi di uomini e giovani, alla ricerca di certezze in un momento in cui l’unica certezza è il cambiamento. Noi non abbiamo paura a immaginare il futuro. Vogliamo chiarezza e che la scuola torni a svolgere i suoi compiti. Senza lasciare nessuno indietro e mettendo al centro la nostra formazione”.