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Gli ambientalisti genovesi in pressing sul Governo: “Progetto filobus dannoso, dovete bocciarlo”

Nuovo dossier inviato al Mit: "I modelli usati sono inattendibili, così avremo un peggioramento complessivo del servizio"

Genova. Gravi carenze progettuali, tra tutte l’assenza di studi specifici sulla sostenibilità ambientale, la cui mancanza, con l’assunzione di benefici non provati, toglie solidità all’impianto della proposta e dovrebbe rendere di per sé il tutto meritevole di bocciatura“. È quanto un gruppo di associazioni ambientaliste ha scritto in un dossier inviato nei giorni scorsi a Roma per convincere il ministero dei trasporti a bocciare la richiesta di finanziamento per il maxi progetto del filobus.

Il documento (scaricabile qui) è firmato da WWF Genova Città Metropolitana, Fridays For Future, Comitato SìTram, Legambiente Liguria, Associazione Mobilita Genova e Famiglie Senz’auto Genova e si basa sull’analisi documentazione inviata dal Comune di Genova nell’aprile 2020, quella che aveva

Le associazioni rilevano “la generale inattendibilità degli esiti del modello di simulazione poiché non sono descritti adeguatamente i parametri utilizzati (si pensi ad esempio all’utilizzo indifferenziato di protetto e riservato riferito alle corsie dei bus o ai diversi valori di capienza attribuiti ai nuovi filobus) e per l’impossibilità di poter effettuare una ribattitura dei computi effettuati dai proponenti a causa della mancanza delle formule impiegate”

“Ma anche assumendo come attendibili le risultanze – proseguono le associazioni – viene clamorosamente mancato l’obiettivo di riduzione della CO2, che si ferma ad un misero -2%, come succede anche per il rumore e per tutti gli altri inquinanti. In questo contesto già di per sé negativo, si inserisce un progetto di trasporto pubblico locale (tpl) basato su un modello discutibile – sbilanciato sul sistema degli “assi di forza” – che dimentica del tutto l’importanza di un sistema a rete al fine di offrire un’offerta di trasporto pubblico adeguata ai bisogni dei cittadini genovesi”.

La revisione della rete, con l’arretramento delle linee collinari in corrispondenza dei nuovi assi filoviari, provocherà “un peggioramento del servizio in termini di tempi di percorrenza, affollamento dei mezzi e scomodità di utilizzo, con conseguenze negative per tutta la città, da Voltri a Sampierdarena alla Valpolcevera passando per il Centro, Marassi, la Valbisagno e il Levante. Si vedranno linee tagliate, trasbordi obbligatori e linee di forza con indice di saturazione (cioè di affollamento dei mezzi) nelle ore di punta di oltre il 90%, con aumenti medi superiori al 15%”.

Gli ambientalisti, insomma, si augurano ancora una bocciatura del piano. “Va dissipato l’equivoco che finanziare il progetto presentato dal Comune di Genova sia comunque cosa positiva e che sarebbe uno sgarbo alla città non far avere il finanziamento. La nostra analisi ha potuto dimostrare al contrario che, a fronte di modestissimi vantaggi per l’ambiente e per la riduzione di CO2, il finanziamento del progetto determinerebbe un danno complessivo per il tpl genovese, per gli utenti, per la mobilità sostenibile e quindi per la città. Il tutto investendo 471 milioni di soldi pubblici: oltre allo spreco il danno”.

“Da qui il nostro auspicio che la richiesta venga bocciata dal Ministero – concludono -. Auspichiamo piuttosto che il Comune di Genova definisca un nuovo progetto ed istruisca una nuova richiesta di finanziamento (scadenza 31 ottobre), finalmente improntata a criteri di mobilità sostenibile  realmente efficiente per il trasporto pubblico e quindi per i cittadini”.