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Genova, un pomeriggio di sport all’Acquasola foto

Si è tenuto giovedì 11 giugno con una buona partecipazione

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Genova. Il parco dell’Acquasola, il primo pubblico a Genova, è di fatto un giardino dall’impianto rettangolare e di assoluto rigore formale, concepito per il passeggio a piedi e in carrozza. L’architetto Barabino lo progettò nel 1821 ispirando ai boulevards francesi.

Su un’area di due ettari e mezzo, un’oasi verde in mezzo alla città, dove il traffico caotico sembra lontano, generazioni di genovesi hanno trascorso molte ore piacevoli passeggiando, chiacchierando e giocando.

Un progetto “folle” ipotizzava anni fa una drastica riduzione del parco per fare un parcheggio: fortunatamente non se ne fece nulla anche grazie alla mobilitazione di un agguerrito comitato di cittadini.

Seguendo il filo della invisibile della storia, con la voglia di ricominciare dopo il lockdown che ha compresso i diritti, soprattutto dei più giovani, il Centro Sportivo Italiano di Genova ha organizzato, giovedì 11 giugno, una bella iniziativa che ha avuto un buon successo.

All’interno del parco, per un paio di ore, una cinquantina di ragazzi, alternandosi, si sono divertiti provando alcune discipline sportive, neanche troppo “comuni”, come il tiro con l’arco ed un percorso con slalom da effettuare con lo skateboard.

L’iniziativa si inserisce nel programma Ats Act 2019-20. Il tutto si è svolto nel rispetto dei più rigorosi standard di sicurezza previsti dal protocollo Covid-19 in un’area recintata dove l’accesso era consentito solo ai ragazzi e agli operatori.

Dopo un triage, con misurazione della temperatura e la raccolta di dati dei genitori su appositi moduli, i ragazzi, a piccolissimi gruppi, hanno dato sfogo alla loro voglia di muoversi, di scatenarsi liberi dopo settimane di “clausura”. Gli attrezzi venivano continuamente puliti con soluzioni idroalcoliche.

L’attività è stata coordinata dal direttore tecnico del Csi Gian Maria Baldi e da istruttori certificati che indossavano sempre mascherine protettive facendo rispettare le distanze.

L’auspicio, con la soddisfazione per una giornata come questa, è che i bambini possano tornare davvero ad essere padroni degli spazi aperti, cortili, piazze, parchi pubblici, oratori: ovunque insomma si possa giocare che è la massima e più genuina espressione della vitalità giovanile.

Iniziative come quella del Parco dell’Acquasola si inseriscono perfettamente nel progetto Safe-Sport del Csi che, come dice il presidente nazionale Vittorio Bosio, “vuole mettere al centro la cura della persona, la relazione e l’incontro. La crisi economica ha portato disoccupazione e difficoltà di ogni genere alle famiglie, al mondo produttivo e commerciale, oscurando un po’ la sofferenza dei bambini che raramente è stata raccontata dai grandi mezzi di comunicazione. Bisogna ascoltare il loro rumoroso silenzio”.