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Genova che osa, impegno in politica “perché non sia il solito voto di sinistra”

Il movimento cittadino chiama a raccolta i giovani che hanno voglia di impegnarsi attivamente in vista delle prossime elezioni regionali e lancia un questionario

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Genova. Non il “solito voto di sinistra” ma un impegno attivo, costruttivo e non da naso turato. A questo spronano i ragazzi di Genova Che Osa, una formazione politica di centrosinistra ma non strettamente legata a un partito. Nell’ultima newsletter racconta di un episodio che ha fatto scaturire un ragionamento sul rapporto tra gli under30 e la politica locale.

Lanciano anche un questionario per indicare quale dovrebbe essere il miglior nome per un candidato. Le proposte sono queste:
Ivano Bosco
Ferruccio Sansa
Paolo Bandiera
Valentina Ghio
Aristide Massardo
Ariel Dello Strologo
Altro candidato uomo
Altra candidata donna

Ecco il testo della lettera

“la scorsa settimana abbiamo incontrato un gruppo di ragazzi del collettivo del Liceo Colombo ed è lì che ho sentito questa frase. L’ha detta un neo diciottenne, che voterà per la prima volta alle prossime regionali.

“Il solito voto”, per una sinistra che non è competitiva e non entusiasma e che però, diligentemente, si continua a votare. Con un profondo senso di responsabilità, ad ogni tornata elettorale, migliaia di elettori vanno diligentemente a fare “il loro dovere”.

Avvitati in una spirale che sembra senza fine i gruppi dirigenti continuano a chiudersi in stanze sempre più ristrette, sempre più litigiose e sempre più incapaci di rappresentare e entusiasmare.

La tua opinione – Abbiamo lanciato un questionario per raccogliere idee in vista delle regionali. (Candidato, coalizione e programma) Rispondi, clicca qui.

I politici oggi vogliono farsi eleggere, non farsi votare. “Avessero davvero la smania di portarci al seggio avrebbero cercato di capire, sarebbero venuti a parlarci, a starci a sentire, si sarebbero messi a suonare a milioni di campanelli”. Lo scriveva nel 2017 Maurizio Maggiani in alcuni articoli sferzanti.

In queste parole vecchie di anni c’è la spiegazione dello stallo di oggi. Il gruppo dirigente è più concentrato a pensare a come non perdere posizioni acquisite, a far rieleggere chi è già eletto, piuttosto che concentrarsi su quale Liguria profondamente diversa vogliamo e su come farla vincere. Le sorti personali di pochi vengono prima di un grande progetto collettivo di trasformazione. Così manca l’analisi, mancano le idee e di conseguenza le persone.

Nonostante questo io, come tanti altri, come quel ragazzo di 18 anni, continueremo a votare a sinistra, perché non ci rassegniamo al cinismo, non diventeremo indifferenti e non accetteremo l’idea di cedere la nostra regione alla destra senza nemmeno provarci.

Vogliamo impegnarci in vista delle regionali perché sarà l’impegno di ciascuno di noi a fare la differenza. In questi anni ci siamo dedicati a pubblicare una serie di studi e ricerche e il problema della Liguria sono le profonde diseguaglianze che la attraversano. È una regione per pochi, in cui moltissimi sono lasciati indietro.

La coalizione di centrosinistra deve essere la coalizione che lotta per una Liguria più eguale e solidale opposta all’idea di Toti, una regione per pochi, in cui i molti sono abbandonati, senza servizi e senza tutele. Su questo noi abbiamo le idee chiare e abbiamo presentato un piano per dare opportunità ai giovani, una eredità per l’autonomia dei giovani sviluppata a partire dalla proposta del forum diseguaglianze e diversità di cui Fabrizio Barca è portavoce.

Volevo condividere con te queste opinioni e chiederti cosa ne pensi. Crediamo che la politica debba parlare con le persone, non alle persone. Per questo, proprio mentre siamo tutti appesi ad attendere di capire cosa decideranno le segreterie dei partiti e i “tavoli” del centrosinistra abbiamo lanciato un questionario aperto, per raccogliere idee e opinioni”.