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Fondi governo e Tari, giunta Bucci a Pastorino: “Ha dimenticato come si fa il sindaco?”

"Le risorse arrivate da Roma sono meno della metà di quelle richieste"

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Genova. Mancate risposte dal governo sulla sospensione della Tari. La giunta Bucci va al contrattacco dopo le critiche sollevate dal deputato di LeU e riportate in questo articolo. Riceviamo e pubblichiamo la nota della giunta comunale genovese.

“Constatiamo che l’onorevole Luca Pastorino, pur avendo fatto il sindaco per dieci anni, si è evidentemente dimenticato di come funzionano i bilanci dei comuni. Forse perché anche lui, troppo distratto dalla spasmodica ricerca di un candidato da contrapporre al presidente della Regione, non ha capito che le risorse stanziate dal governo in favore dei comuni non hanno assolutamente nulla a che vedere con la Tari perché servono solo a coprire le spese per le funzioni fondamentali.

E, peraltro, come più volte denunciato da Anci, le risorse previste sono meno della metà di quello che sarebbe necessario, rischiando seriamente di compromettere la tenuta dei bilanci dei comuni a poco più di 1 mese dal termine per la verifica degli equilibri.

Non si è neppure accorto che il governo, con il Decreto Rilancio, ha fornito supporto di liquidità solo ai comuni che avevano i debiti commerciali scaduti al 31 dicembre 2019 mentre i comuni virtuosi, come Genova, non hanno beneficiato di alcuna assistenza. È tanto distratto che non ha neppure preso atto della richiesta accorata del mondo dei Comuni di stabilire regole chiare e risorse proprio per consentire di intervenire su Tari. Avrebbe almeno potuto leggere l’ultima deliberazione di Arera sulla tariffa rifiuti per la quale, allo stato, non ci sono risorse per la copertura finanziaria di riduzioni ed agevolazioni Tari.

Pensavamo che prima di avventurarsi in affermazioni così scomposte, avrebbe quantomeno potuto documentarsi sulle decisioni del Comune di Genova che – nonostante questa vistosa mancanza di assistenza da parte dello Stato – ha per ora chiesto la metà della Tari dovuta per le utenze non domestiche, con facoltà di pagare tutta la somma il 15 novembre (senza alcun ulteriore addebito) e ha già rinviato di due mesi il versamento della prima rata dell’utenza domestica (dal 30.4 al 30.6).

È davvero sconcertante che un parlamentare della Repubblica abbia una tale mancanza di rispetto per i gravi problemi che gli enti locali devono gestire e una così mancata conoscenza dei meccanismi che regolano la finanza locale.

Consigliamo all’onorevole Pastorino di studiare meglio i dossier sui quali sarà chiamato anche a esprimere il suo voto di parlamentare e auspichiamo che anche lui, dopo avere studiato, possa supportare le istanze dei comuni con fatti concreti, anziché esprimere commenti del tutto sconnessi, fuorvianti, che generano solo disinformazione”.