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Quasi 300 falsi incidenti per truffare le compagnie assicurative a Genova, ecco chi erano i furbetti

A capo dell'organizzazione un noto carrozziere, ma gli indagati sono 50. In corso sequestri e perquisizioni, scattate 12 misure cautelari tra cui un arresto

Genova. Oltre 270 i falsi incidenti scoperti dalla polizia locale di Genova e che hanno portato a 12 misure cautelari, eseguite questa mattina insieme a diversi sequestri. Il capo dell’organizzazione era Giuseppe Tacchella, titolare della carrozzeria Parodi di via Monte Cengio, a Genova. Secondo quanto ricostruito, l’uomo aveva messo in piedi una vera e propria organizzazione attraverso la quale truffava le assicurazioni.

I suoi uomini danneggiavano le auto, mettevano insieme falsi testimoni, tutti istruiti su quanto dire in sede di denuncia o davanti agli investigatori dall’avvocato Roberto Mucciolo, finito ai domiciliari. Un secondo avvocato, Luca Zanin, è stato sospeso dalla professione per sei mesi. Coinvolto anche un commissario della polizia locale in pensione.

La polizia locale ha scoperto che Tacchella aveva uno stile di vita ben superiore rispetto a quanto poteva permettere la dichiarazione dei redditi. Aveva una villa con tanto di campo da calcio a Savignone e centinaia di migliaia di euro a disposizione. Alle indagini hanno collaborato anche gli uomini della guardia di finanza.

L’operazione Chiodo, condotta dalla polizia locale di Genova nel capoluogo e in alcuni comuni della città metropolitana, è scattata stamani in diversi quartieri di Genova e nei comuni di Savignone, Santa Margherita, Crocefieschi, Vobbia, Recco e Casella. In particolare sono scattate: una custodia cautelare in carcere, 9 arresti domiciliari, un obbligo di firma e una misura interdittiva della professione di avvocato per mesi 6), nonché il sequestro preventivo per equivalente di beni per 7 milioni e 200 mila euro oltre che di tutti i veicoli coinvolti nella vicenda.

La polizia locale ha messo in campo 150 agenti, tutti quelli del reparto Giudiziaria Infortunistica che ha svolto le indagini e a cui si aggiungono gli operatori dei reparti Sicurezza urbana e Pronto intervento e dei 9 distretti territoriali e, a Recco, operatori del locale comando di polizia locale. Hanno collaborato guardia di finanza e polizia. Gli indagati sono, in totale, 50.

Alcuni di essi hanno simulato fino a 53 sinistri, in alcuni casi due nello stesso giorno per lo stesso veicolo. L’attività criminosa, svolta per un periodo di almeno 10 anni, è continuata fiorente anche nel periodo del lockdown imposto per contrastare l’epidemia Covid. Tra le persone coinvolte negli incidenti anche una 93enne alla guida di una Porsche Cayenne che però, in realtà, al momento del sinistro era già deceduta da un anno.

Le indagini sono state condotte anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali e integrate da indagini finanziarie effettuate dal Comando Provinciale Guardia di Finanza di Genova che procede per riciclaggio e reati finanziari.