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Ex Ilva, domani il tavolo con il governo (senza Mittal): a Genova protesta pronta a ripartire

Secondo il piano non rientreranno i 260 operai rimasti in Ilva in As, ma non sono esclusi esuberi anche tra i dipendenti Mittal di Cornigliano

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Genova. “Vogliamo capire una volta per tutte la posizione del Governo rispetto a un piano che a noi ancora nessuno ha presentato”. Così il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro in vista dell’incontro di domani mattina tra i sindacati e il governo. Oltre al ministro allo Sviluppo economico Stefano Patuanelli all’incontro dovrebbero essere presenti anche il ministro alo sviluppo economico Nunzia Catalfo e il ministro dell’economia Roberto Gualtieri. Non ci sarà invece Mittal che il piano al Governo lo ha presentato venerdì, inviato direttamente dalla casa madre a Londra.

Da quanto trapelato gli esuberi sarebbero 5000 in tutto il gruppo di cui 3200 tra i dipendenti diretti e 1800 tra gli attuali lavoratori rimasti in Ilva in amministrazione straordinaria che al contrario di quanto previsto dall’accordo firmato con i sindacati a settembre 2018 non saranno più riassorbiti.

Mittal prevede di produrre con circa 7500 effettivi un massimo di 6 milioni di tonnellate di acciaio in un anno: “A noi hanno sempre detto che il sistema si regge con una produzione di almeno 8 milioni di tonnellate – dice ancora Manganaro – quindi pretendiamo che ci dicano come si andrà avanti e soprattutto cosa intende fare il governo visto che è abbastanza chiaro che nell’esecutivo ci siano posizioni diverse rispetto all’atteggiamento da tenere con Mittal”.

A Genova, in assenza di numeri ufficiali, la preoccupazione va anzitutto per il 260 operai in cassa integrazione rimasti sotto il ‘cappello’ dell’amministrazione straordinaria in capo ai commissari, ma non è escluso che qualche riduzione sui 3200 complessivi possa riguardare anche gli stabilimenti di Cornigliano e Novi ligure.

Fra l’altro il 21 giugno scadranno le ulteriori cinque settimane di cassa-covid e Mittal ha già inviato ai sindacati una nuova richiesta di cassa integrazione ordinaria: la trattativa ancora non è partita, proprio in attesa di aver un quadro nazionale sul futuro del gruppo. A Genova come sempre i lavoratori sono pronti a riprendere la protesta non appena sarà necessario