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Il caso

Direttore della rsa di Coronata positivo al Coronavirus, tamponi su 110 pazienti e operatori per scongiurare il rischio focolaio

Il dirigente della struttura per anziani interna all'ex San Raffaele svolge lo stesso ruolo all'istituto Trincheri di Albenga. Al momento nessun ospite presenta sintomi Covid

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Genova. In questo caso il tempismo potrebbe aver giocato un ruolo determinante nello scongiurare quello che avrebbe potuto essere un grave focolaio di contagio all’interno dell’ennesima casa di riposo. Siamo a Coronata, sulle alture di Cornigliano, nella rsa che si trova all’interno dell’ex ospedale San Raffaele, circa 60 ospiti e 50 operatori e fino alla scorsa settimana un solo caso di Coronavirus. Fino a quando il direttore della struttura, che svolge lo stesso ruolo anche in un rsa ad Albenga (l’istituto Trincheri) risulta positivo al tampone, effettuato nella struttura ingauna su richiesta venerdì scorso.

E’ stata questa notizia a far disporre immediatamente dal commissario straordinario per le Rsa di Alisa, Ernesto Palummeri, tamponi sulle circa 110 persone presenti all’ex San Raffaele. Per i risultati bisognerà aspettare almeno fino a domattina (non sono dunque i 20 positivi liguri in più registrati dal bollettino di Alisa né quelli registrati oggi). “Già in queste ore la cautela è massima e non appena capiremo se ci sono dei positivi li isoleremo – spiega – quello che va detto è che al momento nessuno degli ospiti e nessuno dei dipendenti ha sintomi riconducibili al Covid”. E questa è già una buona notizia.

Lo stesso direttore del Rsa di Coronata e del Trincheri è positivo ma asintomatico. “Questo è oggi il vero problema nelle rsa – continua Palummeri – in almeno quattro recenti articoli riportati in prestigiose riviste scientifiche è evidenziato come oggi la diffusione del virus nelle case di riposo sia legata a persone che non hanno sintomi, nonostante le strutture seguano tutti i protocolli suggeriti”.

Secondo il commissario sarebbe importante, nei prossimi giorni, proseguire con i tamponi all’interno delle case di riposo e dei centri di cura per evitare che strutture Covid-free, a causa di un contagio da asintomatici, possano diventare focolai. Questo tipo di monitoraggio sarà importante anche nei prossimi mesi, in caso dovesse esserci una recrudescenza del virus.

Intanto mentre prosegue l’inchiesta della magistratura genovese sulle morti sospette nelle rsa – ieri il blitz dei nas nella sede dell’ultimo focolaio, la Santa Marta di Quarto – migliorano comunque i dati relativi agli anziani infettati. “Siamo passati da circa 600 a 400 ospiti infettati nelle ultime tre settimane in tutte le strutture monitorate in Liguria – conclude Palummeri – alcuni di questi restano nelle rsa perché senza sintomi che impongano un ricovero, altri sono portati in ospedale”.

Ad Albenga?. Intanto nell’ambito dei test al Trincheri di Albenga eseguiti tamponi anche sui 35 dipendenti e sui 17 operatori socio-sanitari che operano nella struttura albenganese per conto di una cooperativa: fortunatamente nessun caso positivo, solo un caso “indeterminato”, quindi con il tampone che dovrà essere rifatto. Il giorno successivo, sabato 6 giugno, sono scattati i tamponi su tutti gli ospiti della casa di riposo, in tutto 71 anziani: due casi positivi e quattro “indeterminati”.

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