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Coronavirus, Bassetti: “Test sierologici, più se ne fanno meglio è, bisogna conoscere l’infezione”

L'infettivologo sposa l'ipotesi dell'americano Anthony Fauci: "Il Covid diventerà un problema stagionale, prepariamoci al secondo tempo"

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Genova. A un mese dalla riapertura del “4 maggio”, quindi un doppio del tempo stimato di incubazione, i dati sono incoraggianti secondo il direttore del reparto di Malattie Infettive del San Martino Matteo Bassetti. “Numeri incoraggianti, non si è assistito a un aumento dei casi e dei ricoveri”, scrive in un post su Facebook.

Ma secondo Bassetti è importante capire al meglio il Covid-19. E per farlo servono dati: “Continuo ad essere convinto dell’importanza dei test sierologici che ci permetteranno di sapere quanti sono stati i casi totali mettendo insieme tutto, sintomatici e asintomatici. Molte regioni li stanno già offrendo a molte categorie di lavoratori. Io credo che più se ne fanno meglio è, per conoscere quando questa infezione sia penetrata nel nostro paese“.

Il Covid-19, stando ai numeri dell’Organizzazione mondiale della Sanità a oggi ha contagiato più di tre milioni di persone e causato oltre 210 mila decessi. Secondo stime di prestigiosi istituti di ricerca scientifica, questo numero andrebbe moltiplicato per 15 o per 20, portando il numero totale di casi nel mondo a 45-60 milioni. Ovviamente se questo dovesse essere il numero reale si parlerebbe di un letalità intorno allo 0.3-0.5%, molto simile a quella della pandemia da H1N1 del 2009.

Cosa succederà durante il prossimo autunno? “Nessuno può saperlo, ma occorre essere pronti nei nostri ospedali, nei nostri laboratori, nelle nostre rsa e sul territorio ad affrontare un’eventuale nuova ondata – afferma Bassetti – che ci auguriamo sarà meno letale, aggressiva e virulenta di quella che sta passando. In ogni caso sono d’accordo con Anthony Fauci (l’immunologo statunitense principale consulente del governo americano) probabilmente SarsCov-2 diventerà un problema stagionale, con il quale dovremmo imparare a convivere. Il primo tempo sta per finire ed è stato durissimo. Ora speriamo di riprenderci tutte le forze nell’intervallo e affrontare il secondo tempo più ordinati e consapevoli di vincere”.

Infine l’infettivologo torna sulle ipotesi di indebolimento del virus: “Le osservazioni cliniche milanesi, bergamasche e genovesi sul fatto che oggi la malattia da SarsCoV-2 sia diversa e meno letale rispetto a marzo o ad aprile, hanno fatto il giro del mondo (articoli su New York Post e Daily Telegraph) e hanno suscitato un ampio dibattito. La medicina non è una scienza esatta ed è importante che ci sia un interscambio di idee, anche diverse, solo così, a mio parere, si può migliorare e garantire una cura migliore ai nostri pazienti”.

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