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Contagio in rsa, l’appello disperato dei familiari: “Portate via i positivi e mettete al sicuro i nostri cari” foto

"Nessuno ci ha avvisati, lo abbiamo saputo dai giornali"

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Genova. “Nessun ci ha detto nulla, lo abbiamo saputo dai giornali, oggi abbiamo telefonato in struttura e ci han detto di richiamare domani“. Così inizia il racconto delle ultime drammatiche ore vissute dai parenti degli anziani ospiti alla rsa Santa Marta di Genova, da ieri diventato il nuovo cluster attivo di contagio da coronavirus della nostra città.

Sono 29, infatti, i casi di positività al Covid, 20 utenti e 9 operatori, scoperti all’interno della struttura di quarto, e comunicati nella giornata di ieri da parte del sistema sanitario ligure; un numero che ha fatto schizzare la nostra regione al primo posto per nuovi contagi conclamati a livello nazionale.

“Quando ho letto la notizia ho immediatamente chiamato il medico che mi ha detto che mia madre è risultata negativa, ma che dovranno ripetere il test fra qualche giorno – ci racconta la figlia di un’ospite della struttura – Altro non sappiamo: oggi ho provato anche contattare la struttura ma mi han detto di richiamare domani”.

E le cose da chiedere sarebbero molte: “Il dottore mi ha assicurato che i positivi sono stati isolati, credo in un piano dedicato, ma non sappiamo se è operativo del personale a parte e specializzato, dovrebbero portarli via in modo da mettere al sicuro gli altri – racconta la donna – la struttura è molto piccola e ci sono molte persone che vivono li dentro. Da circa una settimana inoltre, le periodiche video chiamate per mettere in contatto gli utenti con i propri cari non sono più state fatte, immagino che è da giorni che questa cosa sta andando avanti”.

Secondo quanto riferito ieri da Giovanni Toti durante il punto stampa giornaliero, quello che è stato definito un cluster di contagio, è stato isolato, ma non è chiaro se all’interno della struttura per anziani sono in atto separazioni, sanificazioni, se il personale è sufficiente, se ci sono altri casi sospetti, quanti sono stati i contatti interni ed esterni durante il periodo che è passato dal rientro dall’ospedale la donna diventata forse “il vettore” del contagio (che dal San Martino, dove era stata ricoverata per una frattura, è uscita dopo doppio tampone negativo, come ha sottolineato la regione) e la scoperta della positività e se questi oggi sono tracciati. E se nel frattempo si sono registrati dei decessi tra gli ospiti.

Tutte domande che avremmo fatto direttamente a qualche responsabile della struttura, struttura che al momento è in silezio stampa: abbiamo ricevuto un indirizzo mail a cui gireremo queste domande, in attesa di risposte. “Non vedo mia madre da tre mesi, non posso più aspettare“.