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Centri estivi, Cgil Cisl e Uil: “Basta annunci, serve un piano”. Toti: “Recepite linee guida Conferenza Regioni”

I sindacati smentiscono l'assessore Cavo, che aveva parlato di un accordo con sindacati ed enti gestori

Genova. Alisa non ha ancora definito linee guida sanitarie a supporto delle attività estive e l’ordinanza 35 prevede la riapertura dei centri dedicati ai bimbi fra 0 e 3 anni senza precauzioni specifiche e nonostante le preoccupazioni espresse da sindacati e enti gestori.

I segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil Liguria chiedono un approfondimento delle modalità organizzative dei servizi, soprattutto per i servizi rivolti ai bimbi da 0 e 3 anni, dove non esistono linee guida nazionali e sono in corso approfondimenti medici dovuti all’impossibilità di rispettare le distanze interpersonali e di utilizzo delle mascherine.

“Sulla partenza dei centri estivi per bambini e ragazzi assistiamo da giorni ad annunci, ordinanze, dichiarazioni ad effetto che provano a coprire la totale assenza di programmazione”, scrivono in una nota firmata da Fulvia Veirana, Claudio Donatini e Fabio Servidei.

“Da inizio maggio chiediamo di far partire questi servizi in sicurezza, attraverso l’adozione di precauzioni minime per contenere la diffusione del Covid-19. Abbiamo chiesto alla Regione un servizio sanitario dedicato al supporto delle attività dei centri estivi e che venissero predisposte norme universali a tutela di lavoratori e famiglie”.

Molte altre regioni, fra cui Veneto ed Emilia Romagna – riferiscono i segretari generali – stanno cercando di individuare le modalità più sicure  per i bimbi e per i lavoratori e i volontari coinvolti nelle attività.

Quasi tutte le Regioni, fanno sapere i sindacati, hanno agevolato un confronto costruttivo fra gli attori coinvolti, a partire dai pediatri. “Apprendiamo dalle dichiarazioni dell’assessore alla Formazione Ilaria Cavo che ci sarebbe un accordo con sindacati ed enti gestori. Cosa che non ricalca l’esito della lunga riunione tenutasi venerdì 29 nella quale le organizzazioni sindacali hanno ribadito il mancato recepimento dell’ accordo dei gestori e famiglie inteso come addendum all’ interno del protocollo  quadro con Regione. Inoltre non è stato tenuto conto dei modelli organizzativi di produttività tra addetti e utenza da 0 a 3 con un indice 1/3 per bambino, nonché la  mancanza dei Dpi quali le mascherine ffp2 per gli addetti.
Queste considerazioni sono gli elementi minimi   a sostegno di un percorso di apertura dei centri estivi in sicurezza.

La Regione Liguria replica attraverso il presidente Giovanni Toti: “Nella nuova ordinanza abbiamo recepito le linee guida nuove approvate dalla Conferenza delle Regioni che ci consentono di riaprire i centri estivi. Sono linee guida molto ben fatte, serie, prudenti, condivise e costruite dal tavolo tecnico della Conferenza di tutte le Regioni e validate dalla nostra sanità. Non ne esistono altre. Siamo la prima regione ad applicarle e abbiamo collaborato a costruirle così come abbiamo costruito in Conferenza delle Regioni le linee guida che hanno consentito di riaprire questo Paese”.

Secondo il governatore la nota è “incomprensibile”.

Toti ricorda che c’è un decreto legge del governo, che prevede che le linee guida approvate dalla Conferenza delle Regioni siano applicabili in tutte le regioni: “Noi stiamo applicando quelle. Abbiamo deciso di dare un sostegno alle famiglie e alle mamme cercando di aprire al più presto: certamente poi si tratta di una iniziativa privata e quindi apriranno quando riterranno opportuno e possibile farlo. Ritengo che se si vuole dare un contributo alla ripartenza del paese, occorrerebbe smorzare le polemiche e aver voglia di costruire insieme le cose. Se poi si potranno migliorare, le miglioreremo ma riteniamo che quelle linee guida abbiano tutti gli elementi sufficienti a garantire la serenità, la serietà e la sicurezza di bambini e operatori. Non le abbiamo inventate noi in un retrobottega ma sono state validate dal voto unanime della Conferenza delle Regioni”.