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Centri estivi, a Genova partenza a singhiozzo: solo per 471, gli Ats non accolgono le domande

Lo stato dell'arte si ricostruisce dalle risposte della giunta Bucci a tre interrogazioni di Pd e Lista Crivello

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Genova. Nel giorno dell’apertura dei centri estivi del Comune di Genova per i bambini dagli 0 ai 6 anni, servizio prorogato quest’anno fino al 31 luglio, sono 593 i posti a disposizione, contro i circa 1900 dello scorso anno.

La riduzione è legata alle normative anti-Covid che hanno reso indispensabile creare classi più piccole per garantire il distanziamento. Dei 593 posti disponibili ne sono stati assegnati 471, cosa che dovrebbe permettere di riammettere in graduatoria le 31 famiglie con entrambi i genitori che lavorano e che erano rimaste fuori.

I dati emergono dalle risposte fornite durante la seduta odierna del consiglio comunale dagli assessori comunali Stefano Balleari e Giorgio Viale, che hanno dovuto intervenire al posto degli assessori direttamente competenti, ossia Barbara Grosso e Francesca Fassio, assenti sia in aula sia via streaming.

Il tema è stato sollevato da tre diversi articoli 54, ossia interrogazioni a risposta immediata, presentati dall’opposizione, in particolare da Cristina Lodi e Stefano Bernini (Pd) e da Gianni Crivello (Lista Crivello).

I chiarimenti forniti hanno confermato che a oggi molti ats, ovvero i servizi sociali, non sono stati in grado di accogliere le domande di iscrizione, poiché i fondi regionali (1,6 milioni per i centri estivi del Comune di Genova) sono arrivati solo il 26 giugno e molti gestori non sono stati in grado di adeguarsi per tempo alle normative.

Non è arrivata risposta alcuna, invece, alla domanda relativa al fatto che gran parte della maestre degli asili e delle scuole per l’infanzia non hanno aderito alla possibilità di prestare servizio per un periodo nei centri estivi come invece è sempre avvenuto negli anni passati.