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Carmagnani, lunedì mozione della Lega a Tursi: schiaffo all’opposizione che da giorni chiede risposte

Il documento non cita i tre serbatoi che l'azienda vuole rimettere in servizio ma chiede lumi sul trasferimento da Multedo

Genova. La scorsa settimana l’opposizione in consiglio comunale a Genova aveva alzato le barricate sul tema delle aziende petrolchimiche nel ponente genovese. Il trasferimento dei depositi costieri di Superba e Carmagnani dalla zona abitata di Multedo era uno dei punti programmatici del sindaco Bucci sin dalla campagna elettorale ma a oggi non esiste un’ipotesi concreta di spostamento e anzi dalla Carmagnani arriva la notizia di una ristrutturazione di tre serbatoi per ampliare la produzione. E chi investe milioni di euro su un sito sa di non doverlo abbandonare a breve. Su questo tema il gruppo di Italia Viva a Tursi aveva proposto, un articolo 55, ovvero un documento che avrebbe dovuto portare una discussione e una risposta da parte del sindaco sulla questione. Il documento però è stato rigettato.

Ma il tema torna riproposto, lunedì prossimo (seduta anticipata di un giorno per scadenze di rendiconto), dalla Lega, non con un articolo 55 ma con una mozione a firma della capogruppo Lorella Fontana, che impegna il sindaco e la giunta “a proseguire con determinazione il percorso intrapreso per la delocalizzazione sino al completo compimento, da effettuarsi il più presto possibile; a farsi portavoce presso la società Carmagnani affinché la stessa si impegni a mantenere e potenziare il piano per l’efficientamento del livello di sicurezza dell’attuale sito, a proseguire con Autorità Portuale l’iter intrapreso per il dislocamento degli impianti e a chiedere ad Autorità Portuale l’avvio delle modifiche del Piano Regolatore Portuale necessarie alla definitiva delocalizzazione”.

Proprio ieri il sindaco Bucci, interpellato sulla questione, aveva sorvolato sulle polemiche politiche e anticipato che le risposte sarebbero arrivate, appunto lunedì. Non è un segreto che il tema del dislocamento dei depositi costieri sia a cuore anche della Lega e che il Carroccio si sia trovato con un certo imbarazzo a scoprire dei via libera edilizi per il recupero dei tre serbatoi.

“Quando a Genova la democrazia in aula rossa è un optional e si discutono solo gli atti amici”, commenta Stefano Giordano, consigliere comunale del M5s, che come Partito Democratico e Italia Viva ha presentato nei giorni scorsi un articolo 54 sulla Carmagnani. La risposta, per via dei meccanismi Covid, non arriva più durante la seduta di consiglio ma per iscritto entro il lunedì successivo. E sarà interessante capire se lunedì 29 giugno, questa risposta, arriverà con eguali dettagli sia agli articoli 54 sia durante la discussione in aula rossa.

L’opposizione ricorda che, al momento dell’insediamento, il sindaco di Genova aveva parlato dell’obbiettivo di trasferire lontano dalle case di Multedo il polo petrolchimico entro la fine del 2018 e che nel piano triennale di sviluppo portuale 2019-21 sono stati stanziati 20 milioni di euro da Autorità portuale, considerando l’ipotesi di dislocamento.

I serbatoi 43-44-45, sotto la lente d’ingrandimento del consiglio comunale, sono gli stessi esplosi nel maggio 1987 in un incidente che vide la morte di quattro addetti. Lo scorso 5 giugno sono iniziati i lavori di manutenzione straordinaria oltre alla sostituzione dei serbatoi esistenti 38-39-40-41-42. “Questo comporta un aumento dello stoccaggio nonostante il piano urbanistico comunale non prevedesse questo scenario“, affermano i Cinquestelle.

Tuttavia dalla direzione Urbanistica del Comune chiariscono che non è così: “La direzione urbanistica, dopo avere verificato la documentazione a disposizione, ha valutato le opere edilizie riconducibili alla definizione di manutenzione straordinaria, come espressamente richiamata dal Puc. La capacità totale finale dell’impianto, a conclusione della realizzazione del progetto presentato, degli interventi di ripristino e sostituzione sarà pari a 32.805 metri cubi e risulta quindi inferiore alla effettiva capacità geometrica complessiva inizialmente autorizzata di 39.980 mc con autorizzazione ministeriale del 22 maggio 1940”, si legge in una nota del Matitone.