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Caos autostrade, Toti annuncia l’ordinanza sui cantieri: “Non ci arrendiamo a questa follia”

Il governatore interviene nello scontro tra Mit e Autostrade, pronto il provvedimento per rivedere il piano dei lavori

Genova. “Noi non ci arrendiamo a questa incomprensibile follia: dopo decine di lettere, telefonate, tentativi di riportare tutti alla ragione, domani vedrò sindaci della Liguria e le categorie economiche. Dopodiché firmerò un’ordinanza regionale che dispone appunto di rivedere quel piano di lavori incompatibile con la sicurezza, il diritto alla mobilità, il diritto alla libertà di impresa, un piano folle, anche contro la logica. Mi auguro che di fronte a questo atto Ministero e Autostrade ci presentino un nuovo piano di lavori, serio e fattibile”.

A confermarlo oggi è il presidente ligure Giovanni Toti in un weekend all’insegna delle code in Liguria, code che addirittura si sono protratte fino a notte fonda tra sabato e domenica a causa della chiusura delle autostrade a Levante e Ponente con conseguente maxi ingorgo in Aurelia ai due lati di Genova. Oggi il ministero ha convocato Autostrade per arrivare a un accordo sul piano di ispezioni delle gallerie, ma il rischio è che nei prossimi giorni la concessionaria possa procedere a chiusure a tappeto per rispettare la scadenza del 15 luglio.

“Dopo una notte in cui molti automobilisti hanno passato ore e ore in coda per le chiusure selvagge dell’autostrada e prima di un pomeriggio dove accadrà la stessa cosa credo sia diritto di chi subisce questo disagio sapere cosa succede esattamente”, esordisce Toti nel pomeriggio su Facebook che ripercorre dal suo punto di vista le tappe della situazione attuale.

“Nell’inverno di quest’anno e a inizio primavera, con disastroso ritardo, Autostrade avvia una serie di controlli su tutte le gallerie della nostra regione. Qquando quella serie di controlli, portati avanti con una certa modalità (non ne conosco l’efficacia perché agli uffici di Regione non è consentito intervenire in alcun modo) stava per finire, il Ministero delle Infrastrutture decide due cose. È il 20 maggio! La prima cosa – elenca Toti – che i controlli, nelle oltre 250 gallerie della Liguria, non debbano essere fatti come stava facendo Autostrade, ma ricominciare da capo smontando tutte le onduline presenti. Seconda cosa: che si applichi rigorosamente una circolare ministeriale del 1967 (quindi di 53 anni fa! E prima nessuno si era accorto che esistesse?). Tale circolare prevede che i controlli alle gallerie avvengano almeno ogni trimestre. Dunque in tutte le gallerie della Liguria devono essere smontante le “onduline”, controllate ed eventualmente eseguiti i lavori entro metà luglio”.

“In pratica – sostiene il governatore – qualcuno al ministero decide che si deve fare in meno di tre mesi, dopo il lockdown, all’apertura della stagione turistica, quando l’economia sta ripartendo, quel che non si è fatto in trent’anni. Siccome è chiaro a tutti che ciò è semplicemente impossibile, oltre che pericoloso, visto il numero degli incidenti, i lavori selvaggi dureranno ben oltre luglio. Ma si fa finta di nulla. Perché?”.

“Vi spiego perché – continua il ragionamento del presidente Toti – perché nessuno vuole prendersi la responsabilità, al ministero e in Autostrade, di decidere quali lavori sono davvero urgenti e quali si potrebbero invece spalmare in un tempo più lungo, magari in stagioni meno problematiche di questa per il traffico. Dunque, in questo scarico di responsabilità, la Liguria resta schiacciata e gli automobilisti intrappolati”.

Dunque la mossa annunciata dell’ordinanza che dovrebbe costringere Autostrade e il ministero a rivedere il piano dei cantieri. “Certo, il Governo potrebbe impugnare la nostra ordinanza, dichiarando che non siamo competenti sulle concessioni autostradali. Spero non lo faccia e non si assuma questa responsabilità. In ogni caso chiederemo che la nostra regione venga risarcita dei danni enormi che sta subendo. Ecco tutta la verità su quando sta accadendo in questa estate di ordinaria follia sulle autostrade della Liguria”, conclude il governatore.