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Begato, la squadra mobile rintraccia il latitante Ravanetti: si era nascosto in un appartamento della Diga

Lui e il fratello legati alla criminalità organizzata. La diga di Begato, sgomberata perché pronta ad essere demolita, utilizzata come nascondiglio

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Genova. I poliziotti della squadra mobile genovese guidta dal dirigente Stefano Signoretti hanno rintracciato Massimo Ravanetti, italiano 40enne, pluripregiudicato per reati contro il patrimonio, evaso dal carcere di Marassi e ricercato dal dicembre del 2019 quando, dopo aver usufruito di un permesso concesso per le festività natalizie, non aveva più fatto rientro presso la Casa Circondariale, facendo perdere le proprie tracce.

L’uomo era già balzato agli onori delle cronache giudiziarie, così come il fratello Emanuele, anch’esso pregiudicato e arrestato dagli stessi poliziotti nell’agosto del 2017 per una serie di rapine, noto come il rapinatore con il tatuaggio.
I fratelli sono noti, inoltre, per i loro contatti con esponenti della criminalità organizzata operante nel levante ligure, alla quale, sempre la squadra mobile, ha inflitto un duro colpo con l’indagine “I conti di Lavagna”.

La fuga di Ravanetti è terminata grazie alla tenacia degli investigatori che da giorni avevano intrapreso una costante attività di ricerca tramite servizi di osservazione e monitoraggio nel quartiere di Begato.

I sospetti si erano concentrati sui numerosi immobili della “Diga”, destinata all’abbattimento e interessata dalle procedure di sgombero dei residenti.

L’attività di osservazione dei poliziotti, negli ultimi giorni, si era indirizzata alle palazzine di via Checov dove, nella mattinata del 25 maggio, il ricercato è stato avvistato per alcuni istanti sulla terrazza di uno stabile e immediatamente riconosciuto grazie a particolari tratti fisiognomici; l’accesso all’interno dell’appartamento è avvenuto tramite un terrazzo attiguo che ha consentito di bloccare Ravanetti, immediatamente tratto in arresto.

La successiva perquisizione avvenuta all’interno dell’abitazione illecitamente occupata dal latitante ha permesso di rinvenire tra i suoi effetti personali, una pistola con matricola abrasa, elemento che attesta la sua particolare propensione all’utilizzo delle armi.

Dopo gli atti di rito Ravanetti è stato associato alla Casa Circondariale di Genova-Marassi.