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Allarme dopo il lockdown: a Genova in aumento attacchi di panico, alcol e tentativi di suicidio

A rilevarlo gli psichiatri della clinica del San Martino. Aumentano gli accessi di persone mai seguite per disturbi mentali

Genova. Aumentano i tentativi di suicidio e anche l’abuso di alcol e droghe dovuti allo stress psicologico post lockdown, così come gli accessi in pronto soccorso e negli ambulatori per crisi d’ansia o attacchi di panico. “Quello che si temeva è successo – spiega lo psichiatra Davide Prestia della clinica psichiatrica dell’ospedale San Martino di Genova – vale a dire il fatto che il lockdown prolungato avrebbe creato scompensi che si sarebbero poi visti con la ripartenza”.

La fine del lockdown inoltre ha coinciso inoltre con il cambio di stagione, “altro fattore che già normalmente destabilizza” spiega il medico. I sintomi che hanno avuto un incremento in coincidenza con la ripresa a pieno regime della clinica psichiatrica e dei centri di salute mentale sono soprattutto depressione, ansia, insonnia fino agli attacchi di panico.

“Molte persone sono rimaste in casa in situazioni famigliari conflittuali o difficili – dice Prestia – ma molti di loro con il lockdown avevano paura di venire in clinica e si sono presentata solo ora perché se è vero che abbiamo seguito diversi pazienti con la telemedicina per noi la relazione diretta con le persone è fondamentale”.

Un’altra categoria che ha accusato o accusa disturbi da stress o ansia sono “coloro che si sono ritrovati a lavorare in smart working, soprattutto i lavoratori più avanti con gli anni: da un lato hanno avuto anche qualche difficoltà a padroneggiare gli strumenti informatici, dall’altro hanno patito l’isolamento sociale”.

Un caso a parte sono i pazienti noti, quelli già in cura per disturbi psicotici: “In questo caso abbiamo notato un peggioramento soprattutto delle ossessioni da contaminazione”. Su questo tema la clinica psichiatrica ha appena pubblicato una ricerca fatta un un campione di 30 pazienti affetti da disturbi ossessivo compulsivi rilevando appunto un “peggioramento soprattutto nei pazienti stabili, che avevano imparato a gestirsi e che dopo la pandemia sono invece peggiorati manifestando un’ossessione da contagio.

Infine ma non ultimo, anche dagli accessi al pronto soccorso “abbiamo rilevato un aumento di tentativi di suicidio così come di abuso soprattutto di alcol, legati non tanto alla paura del Covid quando allo stress dovuto al lockdown”.

L’appello del medico è quello di non tralasciare i sintomi: “E’ importante non trascinarsi con sintomi da ansia o depressione per settimane o mesi perché si rischia solo di farli peggiorare e non aver timore a chiedere aiuto perché il periodo che abbiamo trascorso crea uno stato di malessere più che giustificato”.