Dati

Turismo, perse 2,75 milioni di presenze per la quarantena. Coldiretti: “Rilanciare il made in Liguria”

Si punta tutto sul "turismo di prossimità"

agriturismo

Genova. A partire da fine febbraio sono state circa 2,75 milioni le presenze turistiche e 1,06 milioni gli arrivi persi in Liguria per il lockdown causato dell’emergenza coronavirus. È quanto stima Coldiretti Liguria in base ad un’analisi su dati Osservatorio Turistico Regionale, in riferimento all’importante invito del premier Giuseppe Conte a passare le vacanze in Italia per aiutare il Paese a ripartire nella Fase 2 dell’emergenza sanitaria.

L’azzeramento della spesa turistica ha avuto un impatto economico devastante con una perdita, a livello nazionale stimata in quasi 20 miliardi di euro per l’alloggio, la ristorazione, il trasporto e lo shopping. A pagare un conto salato per l’azzeramento della spesa turistica è stato il settore alimentare, con il cibo che è diventato, anche in Liguria, il vero valore aggiunto delle vacanze, grazie ai prodotti d’eccellenza e alle specialità regionali che, ogni anno, attirano i turisti da ogni parte del mondo.

“L’impatto economico dei mancati arrivi e presenze di viaggiatori stranieri e italiani – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – è stato drammatico per regioni come la nostra a forte vocazione turistica. La Liguria può offrire una variegata gamma di soluzioni in grado di accontentare tutti i generi di turismo, da quello balneare a quello naturalistico, da quello enogastronomico a quello sempre più esperienziale, ed è quindi importante per la futura ripresa del settore, incentivare la vacanza Made in Liguria. In questo contesto l’agriturismo svolge un ruolo centrale per le vacanze nella fase 2, perché contribuisce in modo determinante al turismo di prossimità, alla scoperta dei piccoli borghi e dei centri minori nelle campagne del territorio, anche attraverso attività ricreative all’aperto nel rispetto delle distanze sociali, aiutando ad evitare, inoltre, il rischio di affollamenti al mare. Non dimentichiamo che i 600 agriturismi liguri sono strutture che, puntando sulla multifunzionalità aziendale, sono sempre riuscite a dare una risposta alle nuove esigenze dei viaggiatori che raggiungono la nostra regione offrendo esperienze a tutto tondo, dalle attività naturalistiche a quelle più sportive, ai laboratori per grandi e piccoli dove si imparano le ricette della tradizione ed i segreti della campagna, in un’ottica di scoperta del territorio e valorizzazione a 360° del Made in Liguria”.

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