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Balneari, Liguria in rivolta: “Con piano Inail via il 75% degli ombrelloni, così impossibile lavorare”

Toti e Scajola: "Faremo linee guida nostre". Ipotesi 2 metri e mezzo tra un palo e l'altro per garantire la sicurezza

Genova. “Il documento rilasciato dall’Inail è assolutamente irricevibile poiché condannerebbe all’estinzione le imprese balneari della Liguria, e produrrebbe un danno economico incalcolabile per tutto il comparto turistico, per l’indotto e una emorragia di posti di lavoro estremamente preoccupante”. Così l’assessore regionale al demanio Marco Scajola dopo l’incontro coi balneari si scaglia contro la bozza di regolamento per l’apertura delle spiagge che porterebbe a perdere un ombrellone su quattro.

E così il presidente Toti annuncia che la Liguria farà da sé: “Per noi, come per altre regioni, le linee guida dell’Inail sono un documento, ma non sono legge, è solo un parere tecnico. Come Regione adotteremo nostre linee guida, che in parte abbiamo già concordato e condiviso con le categoria, ma che definiremo nella giornata di domani con i balneari, per fare in modo che in Liguria le imprese del settore possano aprire nel rispetto di tutte le condizioni di sicurezza, ma con norme di buon senso che permettano loro di lavorare”.

L’idea per la Liguria è quella di garantire la distanza di due metri e mezzo, massimo tre metri tra un palo e l’altro, “e questo – aggiunge Scajola – consentirebbe di rispettare la sicurezza. Non vedo perché sui bus si possa andare liberamente e sulle spiagge, che sono luoghi sani, all’aperto, ci debba essere da parte di Governo e Inail questo accanimento che sembra quasi voluto per mettere in difficoltà un settore che ha già sofferto troppo”.

“Come chiediamo da tempo, è necessario che le regioni, nell’ambito di norme nazionali di buon senso, recuperino le loro piene potestà e possano quindi legiferare. È fondamentale anche per quanto riguarda il settore balneare: le distanze indicate nel documento dell’Inail non sono applicabili alla Liguria, non tengono conto della realtà, sono troppo ampie”, aggiungono Toti e Scajola.

“Con queste indicazioni – prosegue Scajola – si perderebbero oltre il 75% degli ombrelloni, poterne piazzare 1 su 4. Questo, unito al ritiro dal Dpcm della proroga per 15 anni delle concessioni demaniali, significa certificare che non esiste alcuna certezza sulla continuità del lavoro delle imprese, e cioè condannare a non poter andar avanti. Il ministro Franceschini si era impegnato pubblicamente, dicendo che avrebbe inserito nel nuovo Dpcm un punto in cui veniva ribadita senza alcuna incertezza la necessità di estendere per i 15 anni le attuali concessioni demaniali marittime, come previsto dalla legge 145 del 2018. Tutto questo non è avvenuto, non se capiscono i motivi: si tratta di un ulteriore schiaffo alla categoria, alle imprese, ai lavoratori, al comparto nazionale del turismo”.

“Non appena abbiamo ricevuto il documento dell’Inail abbiamo incontrato subito le associazioni di categoria balneari liguri e le camere di commercio e per giovedì, come coordinatore nazionale del tavolo interregionale del demanio marittimo, ho convocato tutte le regioni in videoconferenza per affrontare questa situazione, dannosa non solo per la Liguria ma per tutta l’economia nazionale. Noi siamo per il rispetto delle regole, la tutela della salute, ma con senso di responsabilità e buon senso, come il Governo non ha dimostrato ancora una volta di saper fare”, ha concluso Scajola.