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Spiagge, Bucci: “Pagare per le libere? Non esiste”. Le tre vie per gestire il distanziamento

"Stiamo cercando delle soluzioni per far fare a tutti un'estate decente"

Genova. “Far pagare per entrare nelle spiagge libere è un controsenso, non esiste”. Così il sindaco Marco Bucci sulle ipotesi tracciate in questi giorni di introdurre una modalità di accesso a pagamento anche sulle parti di litorale non occupate da stabilimenti balneari.

E’ di ieri l’annuncio dell’assessore regionale Scajola sulla possibilità di estendere al 70% lo spazio dedicato ad ombrelloni e lettini nelle spiagge libere attrezzate (dove si entra gratis, ma si pagano servizi di noleggio attrezzature varie), ma per il sindaco Bucci non è l’approccio da seguire: “Non ha senso fare proposte numeriche, non ha senso dire 60, 70 o 30%, si tratta di trovare soluzione per far fare a tutti un’estate decente, che è il nostro obiettivo”.

“Ci sono delle norme che dobbiamo far rispettare – ha spiegato il primo cittadino genovese, nel ruolo anche di presidente Anci – cioè quelle del distanziamento, e questo distanziamento o lo garantiscono i comuni o lo fanno concessionari, oppure lo fa qualcun altro chiedendo un rimborso. E’ chiaro che se il comune non ha le risorse magari non potrà garantirlo in tutte le spiagge”