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Scade la cassa per Covid, la Fiom: “Lavoratori rischiano di rimanere scoperti”

All'ex Ilva scade il 18 maggio, in altre aziende scade domani

Genova. All’ ex Ilva di Cornigliano la scadenza è fissata al 18 maggio, ma per esempio alla Nobel Sport Martignoni che ha sede in Val Bisagno è domani.

“In diverse aziende le nove settimane di cassa integrazione per l’emergenza Covid sono agli sgoccioli, per alcune addirittura scade domani. Il Governo, che non ha ancora emanato il decreto Rilancio, rischia di lasciare scoperti i lavoratori: trovo questa situazione vergognosa”. E’ la denuncia del segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro che spiega come “molte aziende hanno legittimamente utilizzato la cig anche retroattivamente a partire dal 12 marzo, ragion per cui questa settimana le nove settimane cominciano a scadere. Cosa succederà nei giorni scoperti? I lavoratori teoricamente dovrebbero rientrare in azienda, oppure essere in cassa, ma senza il decreto non c’è una tutela giuridica”.

E’ probabile che la proroga che dovrebbe arrivare prevede ancora una volta la reattività: “Ora o il governo interviene oppure le aziende devono dichiarare con un atto formale che in attesa del decreto sono disponibili a coprire loro con permessi o altro, perché non vorremmo trovarci con situazioni paradossali perché a causa del vuoto normativo un’azienda per assurdo potrebbe contestare al lavoratore l’assenza ingiustificata”.