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Ripartenza, il tuffo in piscina resta off limits: i gestori: “Tempi tecnici, fase 3 rinviata al 25 maggio”

Tempi tecnici per riempire le vasche, scaldare l'acqua e sanificare. Ma le società hanno "paura della paura" e di non rivedere tutti gli utenti

Genova. “Le piscine non riaprono, non adesso almeno, perché ci sono una serie di tempi tecnici necessari come il riempimento delle vasche e il riscaldamento dell’acqua. Quindi ipotizziamo una prima fase di riaperture il 25 o il 27 maggio”.

Lo ha detto Andrea Biondi, portavoce di “Insieme si vince”, un’associazione che mette in rete un centinaio di impianti tra Liguria e Basso Piemonte e che comprendono in totale circa 6 mila tra dipendenti e collaboratori, 250 mila tesserati, 400 mila frequentatori un fatturato da 30 milioni all’anno.

Già nei giorni scorsi i gestori avevano lanciato un allarme spiegando che senza avere le linee guida in tempo non avrebbero potuto organizzarsi per la scadenza del 18 maggio. Si tratta, quindi, di aspettare ancora una settimana, almeno. Tenendo conto che far quadrare le esigenze di sicurezza e i bilanci delle società sarà tutt’altro che semplice.

“Questo – ha detto Biondi – è un settore con equilibri economici fragili. Stimiamo perdite nel 2020 di circa 12 mln. E’ urgente avviare un tavolo con le pubbliche amministrazioni per rinegoziare i contratti in termini di allungamento delle gestioni”.

Il settore ha anche “paura della paura” ingenerata dal Covid-19: “la sensazione – ha detto Biondi –
è che non riavremo il 100% dei frequentatori, le persone sono spaventate, ma mi sento di dire che il cloro è il sanificatore per eccellenza e che metteremo in atto tutte le misure di sicurezza possibili”.