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Righi, la strada “giungla” invasa da pietre e alberi: la protesta dei residenti fotogallery

Via Carso è una strada collinare ma a due passi dal centro, ma infestanti e sfasciume "se la stanno mangiando"

Genova. Vegetazione straripante, pietre e sfasciume che invade la carreggiata, cartelli che si vedono a malapena e incroci con scarsa visibilità: no, non è una strada di campagna o una mulattiera poderale ma via Carso, lo stradone che ascende a Righi partendo da zona Manin, e che nei fatti è un’arteria urbana che attraversa una “foresta abbandonata”.

Via Carso vegetazione su strada

La denuncia arriva da alcuni residenti della zona, che con un video documentano quello che sembra essere lo stato di abbandono della via si collinare, ma a due passi dal centro e sede di passaggio di una linea del trasporto pubblico locale, i cui bus son costretti a fare i conti tutti i giorni con rami e fogliame che “accarezza le vetture”.

Quello che maggiormente preoccupa, però, è il lento e inesorabile arretramento dei limiti della carreggiata stessa, che sempre più è invasa dal pietrame e dalla vegetazione infestante, il cui ingombro obbliga a manovre e accosti per consentire il passaggio di due vetture.

La questione era già stata sollevata tempo fa in sede di consiglio comunale, con l’interrogazione del consigliere Stefano Giordano (M5s) in merito alla cura del verde sulle alture del Righi; la risposta da parte dell’amministrazione civica, per voce dell’assessore Piciocchi, ha sottilineato che gli interventi “di natura silvicolturale nel bosco e a margine dello stesso” sarebbero in corso, con “l’abbattimento di piante morte lungo strada”; in prossimità dell’eliporto è stata riordinata l’area “pic nic” ed installata la recinzione in legno.

Oggi però il video dei residenti, che ci mostra quanto urgente sia la situazione: in questo video vediamo il Righi, ma le necessità di sfalcio riguardano praticamente tutta la città. Sicuramente in questi mesi le priorità son state alte, ma il ritorno alla normalità passa anche da questo: insomma, “c’è da fare”.