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Riapertura Regioni, verso il via libera il 3 giugno. L’Iss avverte: “Probabile seconda ondata in autunno”

La decisione dopo l'analisi dell'ultimo monitoraggio

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Roma. Il via libera dovrebbe arrivare oggi dopo l’analisi dei dati dell’ultimo monitoraggio da parte del comitato tecnico-scientifico, ma il Governo sembrerebbe intenzionato a non rinviare l’apertura dei confini regionali oltre il 3 giugno. Così la pensa il premier Conte almeno, più cauto il ministro della Salute Speranza che continua a tener aperta l’ipotesi di un rinvio di una settimana. Quel che sembra certo è che non ci saranno riaperture differenziate.

“Dobbiamo aspettare i dati che in questo momento la cabina di regia del ministero sta valutando. In base ai criteri saremo in grado di dire come saranno le riaperture” ma “non vedo perché dobbiamo essere pessimisti”. Lo ha detto a margine dell’inaugurazione della nuova terapia intensiva dell’Ospedale Sacco il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, a proposito della riapertura dei confini regionali.

“Abbiamo avuto ottimi dati nel primo report, ottimi dati nel secondo, non vedo perché, visti i dati giornalieri che vengono comunicati, quelli di oggi non dovrebbero essere buoni e che quindi si possa procedere sempre con cautela alla riapertura il tre giugno” ha detto Sileri.

“Potrebbero esserci partenze differenziate, però non vedo questa possibilità, dai dati visti questa settimana. Non mi sembra – ha aggiunto – che in una settimana ci siano stati dei cambiamenti in senso negativo o drammatici. Questo report verrà fatto una volta a settimana quindi ciò non toglie che nelle settimane a venire in caso di variazioni possano essere necessari passi indietro chirurgici laddove necessario. Speriamo che non ci siano”.

Intanto a Roma il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), Silvio Brusaferro in audizione in commissione Bilancio al Senato ha spiegato che per gli scenari che immaginiamo, “in autunno, una patologia come il Sars-cov-2, che è trasmessa da droplet, si può maggiormente diffondere e si può confondere con altre sintomatologie di tipo respiratorio” e “la famosa ipotesi della seconda ondata è collegata a questo, che, dal punto di vista tecnico scientifico è un dato obiettivo“.

“Con la prossima settimana – ha aggiunto – ci avviamo a una sfida sarà ancora più importante perché sarà liberalizzata la mobilita tra regioni e anche quella internazionale. Questo richiederà una capacità ancora più attenta di monitorare e rispondere a focolai”