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Retrocessione, il Ligorna non ci sta: “Non ha senso sanzionare anziché sostenere” risultati

La società genovese ha indirizzato una lettera agli organi federali

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Genova. Il Ligorna non ci sta. Dopo aver appreso la notizia della retrocessione dalla Serie D all’Eccellenza, la società genovese ha aderito al comitato “Serie D, Salviamoci”. Ma non solo. Ha scritto una missiva indirizzata al presidente della Lnd Cosimo Sibilia e al presidente regionale ligure della Lnd Giulio Ivaldi.

Di seguito la lettera redatta dal Scd Ligorna 1922.

“Ci permettiamo di scrivere queste poche righe per definire assurda e senza alcuna logica la proposta di decretare la fine del campionato Lnd di Serie D con la retrocessione delle ultime quattro squadre sulla base della classifica risalente al momento dello stop forzato del campionato.

In un momento storico in cui il Governo e le istituzioni locali (Regione e Comune) cercano di aiutare e permettere la ‘sopravvivenza’ delle tante associazioni sportive dilettantistiche legate allo sport, il Governo del nostro amato calcio anziché tutelare distrugge, anche economicamente, realtà centenarie come la nostra.

Sanzionare anziché sostenere appare davvero privo di ogni senso. Sanzionare con una retrocessione di ufficio quando il ‘campo’ avrebbe visto altre dieci giornate o più da disputare, appare oltre l’ingiusto. Perché allora non trovare soluzioni diverse che magari sarebbero anche in linea con le normative anticontagio tuttora esistenti in Italia? Perché allora non ascoltare e dare voce a chi vive sul campo le difficoltà di una ripartenza (ad oggi solo auspicata) invece di sanzionare senza alcuna logica?

Nessuna retrocessione, prossima stagione di Serie D con gironi a ranghi ridotti (14 squadre?), promozione delle prime due in classifica del campionato di Eccellenza, con durata ridotta del torneo a circa 7 mesi, anche perché appare verosimile che la prossima stagione non potrà iniziare nelle date di agosto (Coppa Italia) ed inizio settembre (campionato) come per la stagione in corso.

Gironi con squadre quasi totalmente in ambito regionale o comunque raggruppate in bacini ridotti (come ad esempio per la ‘piccola’ Liguria che, con otto squadre in Serie D, queste ben potrebbero essere inserite con formazioni del basso Piemonte o della bassa Lombardia), con limitati spostamenti anche non superiori ai 150 chilometri.

Con questo non vogliamo sostituirci a chi ci governa, ma vogliamo essere rispettati e se ciò non accadrà, adiremo tutte le vie meglio viste e ritenute, anche giudiziarie, che possano tutelarci. Una decisione di questo genere, frutto di scelte irresponsabili, porterà solo contenziosi e malcontento che si riverserà su tutto il movimento.

Inutile fare belle esternazioni sulla funzione sociale del nostro e di tutti i settori giovanili del calcio dilettantistico: è il momento di rispettarci e di aiutarci a sopravvivere, non di affossarci…

Ci rivolgiamo anche al nostro presidente del Comitato regionale che ben conosce la nostra realtà per chiedere il suo sostegno e perché possa essere portavoce di queste poche righe. Perché senza la ‘categoria’, che verrebbe letteralmente scippata in modo inaudito, tutto verrà rivisto a partire da iscrizioni e quant’altro.

Tanto ci sentivamo in dovere di esternare in virtù di una proposta che dovrebbe essere semplicemente irricevibile e che riteniamo assurda e contraria ad ogni norma di giustizia sulle quali, è bene ricordare, è fondata l’Italia”.