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Rete ciclabile, accordo su piano da 130 km di percorsi protetti: in settimana primi tracciati

Il piano che ha tenuto conto delle proposte delle associazioni è quasi ultimato e potrebbe essere presentato la prossima settimana

Genova. Oltre tre ore di incontro per valutare, metro per metro, il piano che potrebbe portare il capoluogo ligure ad essere finalmente una città ciclabile. Alcuni rappresentanti di Fiab, amici della bicicletta, e il Comune di Genova, si sono confrontati per valutare da un lato le proposte dell’amministrazione e dall’altro la pianificazione, di fatto già pronta, di 130 chilometri di percorsi bike friendly (piste ciclabili, corsie dedicate, spazi riservati ai semafori e limiti di velocità) per promuovere un nuovo tipo di mobilità “dolce”, “green” e insomma ecosostenibile. Soprattutto in periodo di emergenza pandemica vista la ridotta capacità di trasporto da parte dei mezzi pubblici.

Le prime operazioni di tracciatura delle corsie dedicate partiranno già la prossima settimana. Al momento non si potrà, naturalmente, avere tutto il piano pronto ma l’intenzione del Comune è quella di procedere per lotti. Si partirà dalle strade dove le soluzioni saranno più semplici, rapide e a costi limitati. Il sindaco Bucci (che non era all’incontro, presente invece l’assessore ai Trasporti Matteo Campora) nei giorni scorsi aveva anticipato come almeno una “pista” – sulla direttrice tra la Fiumara e il porto antico – fosse di fatto già pronta: “Dobbiamo solo tracciare la segnaletica”.

La volontà del Comune è di creare una rete estesa a tutta la città, periferie comprese, interconnessa con i mezzi pubblici e i parcheggi di interscambio, in modo da essere davvero fruibile, sfruttata. L’aspetto complicato è trovare spazi adeguati e situazioni sicure per mezzi che saranno biciclette, sì, ma anche e-bike e monopattini.

Intanto la pagina Facebook #genovaciclabile continua a crescere sia come adesioni sia come contenuti. Grande entusiasmo da parte di un numero crescente di cittadini sulla possibilità di cambiare radicalmente il modo di spostarsi in città. E la petizione lanciata su change.org ha quasi raggiunto le 7000 firme.