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Regolarizzazione migranti nei campi? I leghisti liguri: “Meglio dare lavoro a disoccupati e studenti”

Rixi, Di Muro, Foscolo e Viviani: "Ipotesi preoccupante, non possiamo diventare un campo profughi e gli italiani un popolo di disoccupati"

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Genova. Continua a far discutere l’ipotesi di regolarizzare 600mila lavoratori immigrati proposta dalla ministra Bellanova e rilanciata oggi dal presidente dell’Inps Pasquale Tridico. Una sanatoria che i deputati e senatori liguri della Lega definiscono “preoccupante“.

“Abbiamo migliaia di aziende, di piccole e piccolissime imprese che chiedono liquidità per riaprire e il governo pensa a regolarizzare gli immigrati – attaccano Rixi, Di Muro, Foscolo e Viviani in una nota -. Pensi piuttosto a fornire aiuti concreti a settori allo stremo come il turismo, la pesca, l’agricoltura, la floricoltura in particolare, anche studiando forme di reclutamento di forza lavoro sui territori con priorità ai disoccupati e ai giovani, magari studenti, che potrebbero dare un supporto alle proprie famiglie oggi in difficoltà”.

“Con la comunicazione folle di queste settimane e l’allestimento di traghetti per la quarantena degli immigrati, gli sbarchi sono aumentati del 400%: l’Italia non può diventare un campo profughi e gli italiani un popolo di disoccupati“, concludono i deputati del Carroccio.

“Secondo le previsioni della Commissione Europea, il tasso di disoccupazione in Italia nel 2020 sfiorerà il 12% e il governo giallorosso, con la stampella dell’Inps, pensa alla sanatoria per gli immigrati: siamo alla follia pura – continuano i senatori Bruzzone, Ripamonti e Pucciarelli -. Abbiamo interi sistemi produttivi che annaspano, chiedono liquidità e strumenti per reclutare, in vista delle riaperture e della ripresa delle attività, anche nuova manodopera, ad esempio gli stagionali nel turismo, nell’agricoltura, a partire dalla prossima vendemmia. Invece di imbarcare nuovi poveri e disperati, i cui arrivi sono aumentati in piena emergenza Covid, del 400% vengano reintrodotti i voucher, anche per lavoro familiare per esempio per colf, baby sitter e badanti. L’Anpal faccia una ricognizione tra i percettori di reddito di cittadinanza e si dia un lavoro alle migliaia di disoccupati, presenti nel Paese, che avrebbero la possibilità di uscire dal limbo e contribuire alla ripartenza. Inoltre, anche il reddito di emergenza, a cui la maggioranza sta pensando, potrà solo essere applicato ai residenti e aprirà in modo preoccupante alla possibilità di trasformare i braccianti in assistiti”.