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Regionali Liguria, oggi vertice del campo progressista per scongiurare il rischio spaccatura come nel 2015

Il fronte pro Sansa morde il freno, ma il nome non convince più. "Ci saranno sorprese", assicurano dal Pd. E c'è chi dice che sia stato corteggiato persino Luca Bizzarri

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Genova. Chat roventi in questi ultimi giorni in casa del centrosinistra ligure alle prese con la quadratura del cerchio di un candidato che piaccia all’alleato M5s, che possa riconquistare l’ala più a sinistra e la società civile e che, soprattutto, possa costituire una carta vincente – contro il governatore uscente Giovanni Toti – nella corsa elettorale per le regionali.

Oggi pomeriggio il Pd e le altre forze del cosiddetto campo progressista si riuniranno per fare il punto. Non è un segreto che parte del tavolo, ovvero Linea Condivisa, stia facendo pressione affinché le forze si concentrino sul giornalista Ferruccio Sansa che, da qualche settimana, è tornato – almeno sui social – più attivo che mai. Ma neppure è un segreto che quel nome non convinca, e in fondo non l’abbia mai fatto, i dem (peraltro più volte oggetto di strali da parte dello stesso Sansa nei suoi articoli) e che quelle 500 firme raccolte a suo supporto non siano un curriculum sufficiente. Ancora meno quotato, al momento, l’ex preside di Ingegneria Aristide Massardo che comunque prosegue l’attività della sua lista civica, Oltre.

Nella riunione di oggi si proverà in ogni modo a evitare che il centrosinistra possa presentarsi spaccato alla corsa elettorale. Nel 2015 la doppia candidatura Paita – Pastorino (l’altro, Luca, ex sindaco di Bogliasco e deputato di Leu) diede come risultato la vittoria di Toti che, al tempo, era poco più che uno sconosciuto per i cittadini liguri. Ma questa volta c’è una grande differenza: l’alleanza con i pentastellati, che ricalca quella di governo.

L’altro incontro, che sia dal vivo o su zoom, con la delegazione deliberante dei M5s liguri si svolgerà anch’esso a stretto giro, auspicabilmente entro la fine della settimana. Le informazioni, flebili, che arrivano da quel mondo è che non ci siano un grande fermento e una grande volontà di imporre un nome, ma di ascoltare le proposte che arriveranno dal Pd e dal resto del campo progressista.

I nomi? Da ambiente Pd assicurano che ci saranno “grandi sorprese”. Quindi potrebbero essere accantonate le ipotesi dei mesi passati (Andrea Orlando, Francesca Balzani, Annamaria Furlan, Paolo Bandiera, Federico Romeo) e curiosamente alcune delle “nuove” figure papabili si possono pescare nell’elenco degli interventi degli stati generali del Pd ligure che si è svolto l’8 febbraio al Palamare di Pra’: Valentina Ghio, sindaca di Sestri Levante, Maurizio Conti, docente di Economia dell’Università di Genova, Roberta Pinotti, senatrice.

Senza contare altri rumors, magari più eccentrici, che raccontano di un tentativo di corteggiamento da parte del fronte anti-Toti all’attore, conduttore e presidente di palazzo Ducale Luca Bizzarri. Ma se è vero che il comico si è dimostrato nelle ultime settimane piuttosto critico nei confronti del governo di centrodestra a Genova e in Liguria è anche vero che non ha risparmiato frecciate neppure alla squadra giallorossa al timone dell’Italia.

L’altra incognita è quella del “quando”. Toti spera ancora che si possa votare a luglio ma più si procede meno ci saranno i tempi tecnici per poterlo fare. Più probabile che la finestra si confermi tra settembre e novembre. E chi pensa che il voto in autunno per il centrosinistra e i M5s sia un’opportunità per serrare i ranghi e preparare al meglio la campagna elettorale – o come dice Toti, “per portarsi a casa ancora qualche mese di stipendio da consiglieri regionali” – non tiene conto dell’altra preoccupazione del fronte giallorosso, ovvero che la sofferenza economica del Paese da qui a dopo l’estate possa tradursi in uno scontento generale proprio per quella coalizione di governo, oggi ai massimi storici in termini di fiducia e gradimento. Di contro, eventuali lacune gestionali sul piano regionale, in autunno, potrebbero risultare sbiadite.