Uomo simbolo

Pallanuoto: Ratko Rudic saluta la Pro Recco e dà l’addio alla panchina

Il ringraziamento della società "Siamo onorati che sia stato protagonista della nostra storia, è stato un privilegio sportivo e umano confrontarsi con una persona del suo spessore"

Recco. L’allenatore più titolato della pallanuoto mondiale, con quattro Olimpiadi vinte con tre squadre diverse tra cui il Settebello di Barcellona 1992, peraltro ultimo titolo a cinque cerchi azzurro, con un comunicato sul sito della Pro Recco saluta la società campione d’Italia e decide di ritirarsi dal ruolo di allenatore.

Ratko Rudic, croato, 72 anni a giugno, era arrivato in Liguria nell’estate del 2018 firmando un accordo biennale ed oggi ha annunciato in una lettera, pubblicata sul sito del club, la decisione di fare un passo indietro e chiudere la sua incredibile carriera.Ho accettato l’incarico alla Pro Recco – dichiara – sposando le idee del presidente Maurizio Felugo e un importante progetto di pallanuoto che, oltre ai risultati e al miglioramento del gioco, puntasse anche sulla promozione del nostro sport in Italia, nel mondo e sui media, l’avvicinamento e l’investimento sui giovani, la creazione di accademie in tutta Italia, l’organizzazione delle partite di Champions League in diverse città”.

Abbiamo fatti grandi passi avanti in tutti i segmenti – prosegue -, però ho sbagliato una partita, la semifinale di Champions League, e la stagione è finita senza ottenere il risultato desiderato: ancora oggi porto dentro di me un sapore amaro di quella sfida di Hannover. In questa nuova stagione siamo partiti ancora più motivati di recuperare quanto ci era sfuggito; abbiamo preparato un programma diverso, concentrandoci sulla parte conclusiva della stagione e sulla final eight di Champions League che dovevamo organizzare in casa, a Recco, nella piscina di Punta Sant’Anna: era pronto un grande spettacolo sportivo. Dalla fine di febbraio 2020 abbiamo intensificato gli allenamenti con l’obiettivo di arrivare nella miglior forma al torneo. Quando è arrivato lo stop dell’attività, a causa della pandemia, sono spariti anche i nostri sogni“.

La decisione di terminare la mia carriera come allenatore è maturata prima che scoppiasse l’emergenza Coronavirus e l’ho comunicata al presidente Felugo – spiega Rudic -. Volevo finire la carriera con un grande risultato e mettermi a disposizione della società in un altro ruolo per contribuire alla realizzazione del progetto. Certamente con la pandemia molte cose sono cambiate, il futuro è incerto e vedremo come sarà organizzata l’attività. In questa occasione voglio ringraziare il nostro patron, Gabriele Volpi, grande appassionato di pallanuoto e principale sostenitore della Pro Recco, con il quale si è creato un rapporto di stima e rispetto, penso reciproco. Con il presidente Felugo avevo un rapporto speciale, di fiducia ed amicizia: la sua motivazione e l’energia aiutava anche la squadra stessa a mantenere alti livelli di impegno”.

Ringrazio tutti i giocatori per il grande impegno professionale, rispetto e qualità nell’approccio sia degli allenamenti sia delle partite: custodirò sempre un bel ricordo di loro. Il mio staff tecnico è stato di enorme valore ed aiuto, composto da professionisti di altissimo valore. Il gruppo era molto unito ed aveva un ruolo attivo e propositivo: sono grato a loro per il grande impegno. Ringrazio tutti i dipendenti della società che hanno permesso di svolgere la nostra attività nel miglior modo e con i quali si è creato un ottimo rapporto. In conclusione, del periodo trascorso a Recco mi rimane un ricordo positivo: qui mi sono sentito come a casa mia. Voglio salutare tutti i tifosi e i cittadini che sono stati vicini alla società e a me personalmente: terminata questa emergenza tornerò in città per salutarli con affetto”.

Un saluto carico di affetto e commozione prima di ritornare a Zagabria. Ratko Rudic ieri è rientrato a casa. Due anni a Recco, la consueta carica in ogni allenamento, in ogni partita, in ogni trasferta. Personalità travolgente, generosità fuori dal comune. E la Pro Recco ci tiene a ringraziarlo. “Siamo onorati che Rudic sia stato protagonista della nostra storia, è stato un privilegio sportivo e umano confrontarsi quotidianamente con una persona del suo spessore – commenta il presidente Maurizio Felugo -. In questi due anni ha fatto crescere tutto il club portando mentalità vincente, competenza, professionalità e cultura del lavoro. Lo salutiamo con un pizzico di rammarico per non aver potuto concludere la stagione ma gli saremo per sempre grati: le impronte che ha lasciato lungo la nostra strada rimarranno indelebili anche nel nuovo percorso che costruiremo per mantenere la Pro Recco ai vertici della pallanuoto mondiale”.

Ci siamo salutati qualche giorno fa, mi ha commosso e penso lo fosse anche lui – aggiunge Eraldo Pizzo, leggenda biancoceleste -. Mi ha detto che avrà Recco nel cuore, che qui è stato accolto benissimo dalla gente. Non era una frase detta tanto per dire, ma sentita, sincera. Il fatto che un uomo come lui spenda parole così lusinghiere nei confronti della nostra città e del nostro club è motivo d’orgoglio. Ho un solo rammarico: la degna conclusione della sua carriera sarebbe stata la finale di Champions a Punta Sant’Anna. Con il ritorno alla normalità saremo felici di rivederlo a Recco”.

Rudic alla guida della Jugoslavia ha vinto due ori olimpici a Los Angeles 1984 (finale contro i padroni di casa degli Stati Uniti) e a Seoul 1988. Poi nel 1990 è diventato Ct del Settebello che ha condotto all’oro nel 1992 a Barcellona nella finalissima vinta contro i padroni di casa della Spagna dopo sei tempi supplementari per 10-9 col gol decisivo di Nando Gandolfi su assist di Sandro Campagna. Quella vittoria diede il via ad un grande dlam, ad oggi mai eguagliato. In due anni un mese e un giorno (9 agosto 1992-10 settembre 1994), l’Italia riuscì a conquistare nell’ordine l’oro alle Olimpiadi (1992), l’oro alla Coppa del Mondo (Atene 1993), l’oro ai Giochi del Mediterraneo (Canet 1993), l’oro ai Campionati Europei (Sheffield 1993) e l’oro ai Campionati del Mondo (Roma 1994). Dopo aver vinto anche il bronzo alle Olimpiadi di Atlanta 1996, nel 2000 ha concluso la sua avventura con gli azzurri, è passato agli Stati Uniti e nel 2005 alla Croazia con la quale ha vinto l’oro ai Mondiali 2007 e soprattutto l’oro ai Giochi Olimpici di Londra 2012 (finale contro l’Italia guidata dal suo ex allievo Sandro Campagna).

Nel 2007 è stato inserito nella International Swimming Hall of Fame per essere stato “uno dei migliori, se non il migliore, allenatore di pallanuoto che abbia mai calcato il bordo piscina“.