Città divisa

Pista ciclabile in corso Italia, il traffico è servito (ma nella strada parallela non c’è nessuno)

Bucci tira dritto: "I genovesi dovranno cambiare mentalità". Lavori in ritardo per la pioggia, ma il progetto è confermato

Genova. Esordio burrascoso, com’era prevedibile, per la nuova pista ciclabile in corso Italia che dà il via alla rete d’emergenza studiata da Bucci e Musso per indurre i genovesi a muoversi con bici o monopattini elettrici durante la fase 2 dell’emergenza coronavirus. Critiche a raffica per la corsia riservata che toglie spazio al traffico privato e a detta di molti mette a rischio gli stessi utenti, sia perché è sprovvista di un cordolo di protezione sia perché si trova esattamente tra la strada e i parcheggi delle auto.

La domenica pomeriggio ha portato con sé una delle conseguenze più ovvie: aumento del traffico in corso Italia, fino alla formazione di piccole code nei punti più critici. Nelle nostre immagini, tra l’altro, si notano alcuni scooter superare pericolosamente a destra per saltare la fila, passando proprio sulla pista ciclabile. Un fenomeno preoccupante se si pensa che in estate aumenterà di molto il flusso veicolare a causa delle numerose attrazioni (spiagge, ristoranti, gelaterie, la passeggiata stessa).

D’altra parte non si può fare a meno di notare come, mentre la promenade viene usata come arteria di scorrimento anche adesso che non lo è più, l’asse parallelo che passa a monte di corso Italia – cioè l’arteria di Albaro che prende il nome di via Rosselli, via Righetti, via Gobetti e via De Gaspari – risulta sostanzialmente vuoto. Due corsie per senso di marcia che raddoppiano esattamente la strada a mare dalla Foce (considerando via Barabino e la galleria Mameli) a Boccadasse quasi prive di traffico in entrambe le direzioni.

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Il sindaco tira dritto: “I genovesi dovranno cambiare mentalità, nessuno pensa che esiste anche quella strada”, dice a margine della conferenza stampa in Regione. Anche perché la logica studiata dall’ufficio mobilità era proprio questa: sfruttare le vie parallele per ridurre l’impatto sul traffico veicolare.

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Entro oggi (domenica) si prevede di terminare tutta la pista sulla carreggiata a monte, poi sarà la volta di viale Brigate Partigiane. La tratta Boccadasse-De Ferrari non sarà pronta domani perché la pioggia ha ritardato la verniciatura dell’asfalto. Ma l’obiettivo non cambia e dalla prossima settimana si inizierà a lavorare sul tratto Caricamento-Sampierdarena che richiede ancora qualche aggiustamento progettuale.

Tra le criticità riscontrate c’è anche l’abitudine che alcuni runner stanno prendendo di correre nello spazio tra la pista gialla e i parcheggi, concepito per consentire agli automobilisti di scendere dopo aver parcheggiato senza rischiare di investire i ciclisti. Così come le bici non possono salire sul marciapiede (a maggior ragione adesso che c’è la ciclabile), chi va a piedi non dovrebbe intralciare il percorso riservato ai velocipedi.

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