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Pd: “Regione ripristini il rimborso per le ambulanze Covid”

Genova. “La Regione continui a coprire i sovracosti che Croce Rossa, Anpas e Cipas a sostengono a causa del Covid-19”. Lo chiede con un ordine del giorno il Gruppo del PD in Regione Liguria.

“La maggioranza – spiegano i consiglieri del Partito Democratico – a parole finge di stare dalla parte della Croce Rossa, di Anspas e Cipas, ma poi, come è accaduto questa mattina, non firma il nostro documento che chiede di ripristinare il rimborso da 95 euro al giorno, per le ambulanze Covid-19 che Alisa ha deciso di eliminare a partire da lunedì scorso, come se il virus fosse stato sconfitto e non esistesse più in Liguria: un fatto grave, considerato che i costi dei dispositivi sono molto alti e la Regione non ha praticamente fornito le ambulanze di alcun dispositivo necessario, come le tute”.

“L’emergenza Coronavirus in Liguria continua e se n’è accorto anche il centrodestra in Consiglio comunale a Genova, dove, diversamente da quanto accaduto in Regione, è stato approvato all’unanimità un odg, che chiede il ripristino del rimborso per le ambulanze. La decisione di Alisa di eliminarlo appare ancora più grave e inspiegabile, di fronte al contratto sottoscritto dall’Asl 5 con un soggetto privato, che prevede il pagamento di 400 euro per ogni ambulanza destinata al trasporto di pazienti affetti/o presunti Covid-19 per 12 ore, a cui si aggiungono 100 euro a trasporto. Quindi la Regione mentre con una mano toglie in tutte le Asl (tranne una) il rimborso per sostenere la sanificazione delle ambulanze e per la dotazione dei dispositivi di sicurezza (misure che hanno consentito, insieme alla grande professionalità messa in campo dai militi, di non avere praticamente contagiati tra gli stessi militi e i pazienti), con l’altra consente che l’Asl 5 spezzina paghi più di 4 volte quello stesso servizio e lo protragga per i prossimi due mesi (fino al 5 luglio)”.

“Ci sembra – conclude il Gruppo PD – una situazione assurda. La Giunta Toti continua il suo attaccato indiscriminato nei confronti di Croce Rossa, Anpas e Cipas. Una guerra che va avanti da anni e che ci pare ancora più inspiegabile non solo per la storia di questi soggetti nel nostro territorio, ma anche di fronte alla mole e alla qualità del servizio offerto in questi mesi difficilissimi”.