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Patto tra Comune di Genova e Fairbnb.coop, in conto ai viaggiatori anche la tassa di soggiorno

Insieme al costo dei pernottamenti e al contributo destinato ai progetti sociali Fairbnb.coop metterà nel conto dei viaggiatori la tassa di soggiorno riversandola poi al Comune

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Genova. Fairbnb.coop, piattaforma di turismo sostenibile, ha siglato con l’amministrazione genovese un accordo all’insegna della collaborazione e della trasparenza.

La Cooperativa Focus, partner di Fair Bnb Network per il territorio metropolitano di Genova, comunicherà in maniera dettagliata sull’applicativo informatico del Comune l’elenco delle strutture iscritte e il numero di prenotazioni ricevute. Per pubblicare un annuncio su fairbnb.coop occorre essere regolarmente registrati, e Focus riporterà per ciascuna struttura, si tratti di un appartamento o di un bed & breakfast, il codice identificativo CITRA o CITR rilasciato dalla Regione Liguria: non ci sarà spazio per il sommerso.

Insieme al costo dei pernottamenti e al contributo destinato ai progetti sociali sul territorio, Fairbnb.coop metterà nel conto dei viaggiatori l’importo delle imposte di soggiorno previste dal regolamento comunale, che verranno riversate trimestralmente al lordo dei costi per la copertura delle spese finanziarie di transizione, che rimarranno a carico di Fair Bnb Network. Un’incombenza in meno per gli host, che non dovranno più occuparsi del versamento delle imposte. Una garanzia in più per l’amministrazione, che riceverà quanto dovuto dai viaggiatori per i soggiorni in città. In qualsiasi momento, il Comune avrà la facoltà di accedere ai registri finanziari della piattaforma per verificare la correttezza e completezza dei pagamenti.

La convenzione tra Fairbnb.coop e il Comune di Genova introduce così un meccanismo condiviso di regolamentazione del turismo veicolato dal Web. Un modello di business che, prima dell’attuale crisi globale, stava vivendo un autentico boom, celando però fenomeni di speculazione e di evasione fiscale. Un mercato affatto ristretto: gli appartamenti a uso turistico presenti nei registri comunali per le imposte di soggiorno sono infatti circa 1.500, quasi il 30% in più rispetto a due anni fa. L’offerta è di oltre 5.000 posti letto, appena un migliaio in meno rispetto alle strutture alberghiere.

L’accordo prevede inoltre lo sviluppo di azioni di promozione e di strategie di marketing congiunte per valorizzare Genova come destinazione turistica. Fairbnb.coop utilizzerà i propri canali e comunicherà ai suoi sostenitori in tutto il mondo l’opportunità di viaggiare in maniera sostenibile nella nostra città e di approfittare delle attrazioni ed esperienze che è in grado di offrire, stimolando al contempo un vero interscambio culturale che minimizzi gli effetti negativi sulle comunità residenti. Destinatari saranno non soltanto i potenziali turisti italiani ed europei, che a partire dal 3 giugno potranno di nuovo varcare i confini regionali e nazionali, ma anche le famiglie di quei lavoratori che nei prossimi mesi continueranno a lavorare da remoto: l’opportunità di farlo in una casa a Genova o in riva al mare potrebbe essere accattivante.

A fronte degli impegni presi, la Cooperativa Focus chiede al Comune di Genova di ascoltare, al momento di definire come verranno spesi i soldi incassati con le imposte di soggiorno, anche la voce degli host, delle associazioni e delle tante persone coinvolte nel progetto Fairbnb.coop: l’obiettivo è quello di conseguire uno sviluppo sostenibile non soltanto del turismo, ma anche della città in genere. Focus mette inoltre sul piatto le proprie proposte per ripensare il turismo, da concertare anche con la Regione Liguria, secondo un modello innovativo che ne limiti gli effetti negativi sulle comunità:

un protocollo pubblico e condiviso che definisca gli standard sanitari per poter promuovere viaggi in sicurezza a Genova;
una classificazione anche per gli appartamenti in affitto breve turistico che, come già accade per le stelle degli alberghi e i soli dei b&b, qualifichi le strutture e i servizi offerti; una regolamentazione nella concessione delle licenze per l’affitto turistico degli appartamenti per lo meno nelle aree maggiormente a rischio gentrificazione, come il centro storico cittadino, dove fairbnb.coop applica già la regola “1 host 1 casa”, escludendo chi affitta più appartamenti.