Paolo e Marta e le migliaia di #congiuntifuoriregione: "Con autocertificazione, ma fateci riabbracciare i nostri cari" - Genova 24
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Paolo e Marta e le migliaia di #congiuntifuoriregione: “Con autocertificazione, ma fateci riabbracciare i nostri cari”

Nelle bozze di allentamento delle misure dal 18 maggio non si fa cenno a questa categoria. Inoltre non è scontato il "liberi tutti" dal 1 giugno tra Liguria, Lombardia e Piemonte

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Genova. In queste ore si parla sempre più insistentemente di ulteriori allentamenti delle restrizioni anti-Covid a partire dal 18 maggio, ma di loro ancora nessuna traccia. I #congiuntifuoriregione – sì, tutto attaccato, perché esiste anche un hashtag apposito che è diventato trend topic su Twitter – dovranno continuare a soffrire una lontananza che si prolunga, in assenza di escamotage più o meno consentiti, da quasi due mesi.

Non solo, per quanto riguarda la Liguria e alcune delle regioni limitrofe, Piemonte e Lombardia innanzitutto, non è affatto scontato che il liberi tutti possa avvenire neppure il 1 giugno perché, a quanto risulta finora, l’apertura dei confini regionali è legata al rispetto di alcuni parametri sulla diffusione e il controllo del contagio di Coronavirus. “Non siamo turisti!” è il grido d’aiuto di tante persone che, però, considerano a ragione il poter incontrare genitori, figli, fidanzati e cugini un diritto e una necessità, e che vedono nella frontiera regionale una mera indicazione burocratica che non tiene conto del reale rischio di contagio.

Basta leggere la storia di Paolo, 31 anni, e della sua fidanzata, Marta, 32. Lui di Milano, lei residente a Genova. Lui sta lavorando in smartworking, Lei è momentaneamente a casa. Una storia come tante. “Ho più contatti andando a fare la spesa che se dovessi raggiungere Genova in macchina”, dice il ragazzo. Paolo e Marta non si vedono dall’8 marzo, “quando di fretta e furia ci siamo dovuti salutare perché lei è dovuta scappare a casa prima che chiudessero i confini”.

Paolo e Marta, insieme ad altre persone, hanno creato una pagina Facebook e una petizione on line che unisce le voci di tutte le persone con problemi simili. Tutte persone che potenzialmente potrebbero incontrarsi, i famosi sei gradi di parentela e i vari partner, se solo ci si potesse spostare da una regione all’altra. Tenendo conto del paradosso di chi, magari, vive in prossimità di un confine, magari tra Liguria e Piemonte, per esempio Tiglieto, e può visitare la cugina di terzo grado alla Spezia (26 chilometri) ma non la madre a Ovada (161km).

“Premetto che sicuramente le priorità sono altre, salute ed economia, vengono prima di tutto – dice Paolo – Ma sinceramente molta gente come me non si capacita del perché si parla di spostamenti, sicuramente più pericolosi, come andare nelle seconde case o vedere gli amici senza dare la possibilità di vedere un proprio caro in un’altra regione ovviamente in sicurezza. La nostra non è e non vuole essere una questione politica ma una questione sociale”.

Come si spiega anche nella petizione on line, “Pensiamo anche che poter riaprire in una fase iniziale gli spostamenti per vedere i congiunti con autocertificazione possa essere una prova per poter valutare una successiva fase di spostamenti massicci come può essere la riapertura per turismo, che capiamo essere un punto molto importante della nostra economia”.

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