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Lo strano caso della scuola Garaventa: inaugurata nel 2014, da anni continua a cadere a pezzi fotogallery

Dopo il crollo del controsoffitto all'entrata delle elementari il presidente del municipio accusa: "Da quella scuola troppi problemi, si risolva ma non con soldi nostri"

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Genova. L’avevano inaugurata in pompa magna nel 2014, dopo oltre vent’anni di attesa, sulle macerie della seconda guerra mondiale. Un edificio costruito con criteri innovativi, antisismico, dotato di un sistema di raccolta dell’acqua piovana per gli scarichi igienici, impianto fotovoltaico, recupero energetico. Ma il vero campanello d’allarme per la scuola Garaventa-Don Gallo di piazza delle Erbe, che ospita circa 400 alunni tra elementari e medie, è suonato la scorsa notte.

Un controsoffitto è crollato in corrispondenza dell’ingresso di vico Mezzagalera usato normalmente dai bambini delle elementari. Fortuna vuole che fosse tutto chiuso a causa dell’emergenza coronavirus. Altrimenti, chissà.

“Tra i 17 plessi scolastici che gestiamo è quello che ci dà in assoluto più problemi, anche se è il più recente”, commenta Andrea Carratù, presidente del Municipio Centro Est che stamattina ha subito inviato i propri tecnici per un sopralluogo. Ora il vicolo davanti al cancello, la salita che costeggia i giardini Luzzati e porta verso Sarzano, è chiuso al transito “per precauzione, anche se non c’è il rischio di cedimenti strutturali”, assicura Carratù. I lavori di ripristino nella zona del crollo dovrebbero concludersi entro pochi giorni, ma a preoccupare sono le condizioni complessive di sicurezza dell’edificio. Che non è nuovo a problemi di questo tipo.

Centro storico, crollato il soffitto esterno della scuola Garaventa in piazza delle Erbe

Qualcosa di simile era già successo nel 2017 – racconta Mimma Papagno, presidente dell’associazione Balgasar che riunisce i genitori del quartiere -. Avevamo segnalato diversi problemi di infiltrazioni a causa di lavori fatti male all’origine. I controsoffitti interni erano tutti ammuffiti. Il municipio ci ha sempre risposto picche perché non c’erano fondi a disposizione, per fortuna abbiamo vinto un bando pubblico e abbiamo recuperato 8.500 euro per finanziare lavori di ripristino. Eravamo in attesa del collaudo, poi c’è stata la chiusura a causa dell’emergenza. Da parte del Comune c’è sempre stata attenzione ma ci hanno anche detto che qualcuno è messo peggio, perché la nostra è una scuola nuova”.

E in effetti è così. La scuola, costata all’epoca oltre 6,3 milioni di euro, ha appena sei anni di vita. Nonostante questo, è sempre stata un’inesauribile fonte di magagne. Linoleum distaccato, caloriferi malfunzionanti, rubinetti che perdevano, fognature da rifare, allagamenti. “Una delle tubature di scarico dell’acqua piovana è troppo piccola e questo ha creato diversi problemi”, ricorda Carratù. E poi il terrazzo, che non è mai stato agibile perché le ringhiere sono state costruite troppo basse e quindi pericolose. “Mia figlia va in seconda media, è da quando va in prima elementare che aspettiamo di vederla giocare su quel terrazzo. Probabilmente non ci riuscirà mai”, dice Papagno.

Centro storico, crollato il soffitto esterno della scuola Garaventa in piazza delle Erbe

Ora un crollo improvviso che spaventa tutti: genitori, insegnanti e amministratori pubblici. Perché il sospetto è che altre parti della scuola possano essere nella stessa situazione. “Siamo preoccupati e sconcertati – spiega il dirigente scolastico, Michael Pedrelli -. Cedimenti veri e propri non ce ne sono mai stati, altrimenti non sarebbe stata aperta”. Per Paola Costa, insegnante alla Garaventa-Don Gallo da tre anni, “questa cosa ora non ci voleva. Abbiamo sempre sollecitato Comune e Municipio, ma la manodopera è molto risicata”.

Ora anche Carratù vuole vederci chiaro: “Programmeremo al più presto un sopralluogo col preside, non è possibile che ogni mese venga giù qualcosa. Vogliamo capire quali sono i problemi reali e per questo chiederemo al Comune di aprire se necessario un contenzioso con la ditta che ha eseguito i lavori. Chiediamo di risolvere una volta per tutte, e non coi nostri soldi”. Sì, perché finora gli interventi di manutenzione sono sempre stati tutti a carico degli enti pubblici, eccetto l’intervento dell’associazione dei genitori finanziato dalla compagnia di San Paolo.

Una situazione che stride con ciò che succede all’interno. “Questa scuola non è un ghetto, come ogni tanto si sente dire. È una perla, un’eccellenza, il rapporto con insegnanti è straordinario“, racconta Federica Scibetta, educatrice del Ce.Sto e rappresentante di classe. “C’è un’alleanza molto forte, si lavora davvero alla crescita dell’alunno – conferma Papagno -. Vogliamo resti così, con un corpo docente di altissima capacità e qualità. E adesso siamo preoccupati. Non solo per la sicurezza dei nostri figli, ma anche per quella di chi ci lavora”.