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Fase 2

Le palestre in attesa di tempi e regole, la Sisport: “Punteremo su piccoli gruppi e qualità della preparazione”

Un anno difficilissimo per la società sportiva che gestisce il Palaerbe, che nelle scorse settimane ha ricevuto pure la sgradita visita dei ladri

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Genova. Sedute di allenamento per piccoli gruppi di 4-5 persone puntando ancora di più sulla qualità della preparazione. E’ la formula con cui vuole ripartire dopo il lockdown la società sportiva Sisport, specializzata negli sport outdoor (trail running e arrampicata sportiva) e nelle attività per bambini, che ha sede nel Palaerbe nel cuore del centro storico. Ancora non ci sono certezze né sui tempi della riapertura (potrebbe essere il 25 maggio) né sulle nuove regole ministeriali per gli accessi e gli spazi per ogni allievo dei corsi. L’unica cosa certa è che se molto cambierà, tanto vale provare a farlo in meglio.

“Vogliamo ripartire anche se sappiamo che sarà durissima – racconta Sonia Rebora, preparatrice sportiva e presidente della società – ma pensiamo che sia importante in questo momento ancora di più dare un proprio contributo anche al benessere delle persone. Per questo in attesa delle regole stiamo studiando un nuovo approccio, fatto di piccoli gruppi dove forse potremo seguire di più le persone e gli atleti”. Per il resto, una modalità alternativa potrà essere quella delle “piattaforme online dove gestire costi a distanza. Le stiamo facendo anche ora in modalità gratuita, ma è evidente anche dovremo a un certo punto pensare anche a questo metodo per chi non potrà venire in palestra”. Tra crisi economica e paura del contagio, molto potrebbero infatti rinunciare all’attività sportiva: “E’ quello che temiamo, ci sono molte persone rimaste senza lavoro e non tutti potranno permettersi nei prossimi mesi di pagare un corso oppure di iscrivere i propri figli”. La mancanza competizioni e gare rende la situazione ancora più difficile.

La Sisport, oltre alla palestra grande del palazzetto utilizzata anche dalle scuole, ha una parete di arrampicata, un’altra palestra molto piccola e un bello spazio esterno dove già normalmente con la bella stagione si svolgono diversi corsi di ginnastica preparatoria. “Contiamo di ripartire il prima possibile con tutto ciò che sarà consentito ma senza le regole è difficile pensare in concreto il come, penso per esempio alla palestra di arrampicata dove c’è una parete che viene continuamente toccata con le mani”.
Sonia e il marito, Massimo Ghisalberti, anche lui istruttore sportivo, hanno già dovuto accendere un mutuo per affrontare le spese di questi mesi di lockdown e di quelli che verranno: “Le bollette le abbiamo dovute pagare lo stesso, così come il tecnico della caldaia o il giardiniere, il Comune ha sospeso l’affitto ma si tratta solo di una proroga, e poi ci sono i nostri collaboratori che ora hanno preso il bonus ma dalla riapertura dovremo ovviamente pagarli”.

Il tema dei collaboratori sportivi è uno di quelli maggiormente sentiti: “Spero che questa pandemia sia per lo meno un’occasione per mettere mano a un settore dove siamo tutti collaboratori sportivi, da quelli come noi, laureati in scienze motorie e con decenni di esperienza ai ragazzini che magari hanno fatto un corso di quattro settimane prima di insegnare in una palestra. Questo potrebbe essere il momento per dare finalmente dignità ai professionisti del settore e spero che si apra una riflessione a livello nazionale”. Alla Sisport, come dappertutto, ad esempio finora hanno preso i 600 euro di bonus del Cura Italia solo i collaboratori più giovani perché il governo ha inizialmente messo la soglia di 10 mila euro che ha escluso di fatto coloro che di sport vivono, compresi i professionisti che come Sonia allenano atleti di primo livello come il nuotatore Alberto Razzetti: “Non è una questione di soldi – precisa Rebora – anche se ovviamente di questi tempi ogni aiuto è benvenuto ma proprio della necessità di riconoscere la professionalità in un settore troppo spesso giudicato come un passatempo”.

In un anno già difficilissimo, la sede della Sisport nelle scorse settimane ha pure ricevuto la sgradita visita dei ladri: “Hanno spaccato le porte, rubato i computer e e i trapani per la parete da arrampicata, poi non contenti ci hanno devastato la palestra, ma non molliamo. Sarà durissima e non riusciremo nemmeno a pagarci gli stipendi quest’anno, lo sappiamo bene, ma crediamo nel nostro lavoro e nella nostra squadra e vogliamo resistere”.

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