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L’allarme del Silb: “Con le discoteche chiuse c’è il rischio rave party”

L'appello di Fabrizio Fasciolo: "Meglio riaprire le disco, più facile controllare i ragazzi"

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Genova. Le discoteche lanciano l’allarme “rave” e, in generale, per le feste e gli assembramenti non autorizzati di giovani e giovanissimi. Lo fa Fabrizio Fasciolo, presidente regionale e membro della giunta nazionale del Silb, il sindacato dei locali da ballo, che di recente su IVG aveva delineato i problemi del settore.

“Chi conosce i giovani – spiega – sa bene che, dopo un periodo così lungo di permanenza in casa, sarà impossibile tenerli fermi. Per loro ritrovarsi è naturale: penso subito al tam tam sui social per organizzare rave o, più semplicemente, ritrovarsi in spiaggia o sulle passeggiate. Il rito, anche se fortunatamente non per tutti, lo conosciamo: un salto al market a comprare vodka e birre e poi liberi tutti”.

Molto meglio, quindi, permettere loro di divertirsi senza eccessi e con la possibilità di controllarli: “Le discoteche hanno la capienza certificata da un organo pubblico, possono verificare chi è minorenne, sono in grado di attuare tutte le misure di distanziamento previste dalle normative. Una gestione relativamente semplice e accettabile da parte di tutti”. La speranza dei titolari di discoteche è comunque che il contagio rallenti fino a quando non ci sarà più motivo di tenere chiuso.

Ma che notizie ha Fasciolo, dalla sua posizione privilegiata di dirigente nazionale, di umori e indirizzi nelle altre zone d’Italia? “Abbiamo situazioni molto differenti – risponde – Il Veneto vuole aprire tutto subito, Piemonte e Lombardia sono per forza di cose molto più cauti, ma il Piemonte ad esempio ha stanziato 2500 euro pronta cassa a ciascun locale per sostenere il settore. L’Emilia Romagna è attendista ma il presidente Bonaccini segue con attenzione e vara provvedimenti mirati perché il divertimento notturno è per loro, come dovrebbe essere anche per noi, un caposaldo del turismo. Il Sud, ovviamente, ha meno problemi”.

Discoteche aperte: sarebbe davvero il segnale che la fase 2 non ha portato i problemi che il mondo scientifico teme. Purtroppo la strada è ancora lunga.