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La “nuova era” delle palestre: corsi su prenotazione, attrezzi distanziati e sanificati

Qualcuno ha già riaperto, altri lo faranno il 25, alcuni invece non riapriranno più

Genova. Qualcuno ha già aperto, per esempio chi offre solo lezioni di corpo libero, altri invece ‘inaugureranno’ il 25 maggio, altri ancora non riapriranno più (sale troppo piccole per rispettare le linee guida o dedicate a discipline che prevedono contatto fisico come gli sport da combattimento o la danza).

Per le palestre è una nuova era, fatta di prenotazioni, riduzione della capienza per il rispetto delle distanze tra i corsisti, sanificazione a ogni cambio turno, igienizzazione degli attrezzi (vietata quindi l’alternanza durante gli allenamenti), elenco delle presenze per l’eventuale indagine epidemiologica in caso di avventore positivo. Il dilemma resta sullo spogliatoio, aspetto che più di altri si rifà al senso civico dell’utente.

“Siamo pronti a riaprire il 25 maggio”. Gianluca Rizzo della palestra Gym Club di Sestri Ponente (nella foto di apertura i lavori in corso della scorsa settimana) è un veterano del settore, visto che ha aperto nel 1984. In questa avventura, insieme a lui, anche Diego Sciutto, che è rappresentante ligure dell’Asc (Associazioni sportive confederate). Proprio quest’ultimo è il trait d’union tra la palestra sestrese e le direttive che teoricamente dovrebbero essere costruite a livello nazionale per consentire una riapertura in sicurezza.

“Non abbiamo ancora grandi certezze su cosa succederà una volta aperti – aggiunge Rizzo – anche se noi siamo ottimisti per questioni di spazio”. Il Gym club è la terza sala più grande a Genova ed è più facile organizzare gli allenamenti in sicurezza anche grazie alla grande disponibilità di spazio all’esterno.

“Già 15 anni fa avevamo sperimentato la palestra all’aperto e abbiamo deciso di riallestirla – afferma Rizzo – visto il clima in Liguria, possiamo tranquillamente pensare di proseguire gli allenamenti in esterna sino a ottobre”.

L’incognita più grande è proprio legata agli utenti della palestra (che sono tecnicamente soci dell’Associazione sportiva dilettantistica che gestisce Gym Club): “Il nostro capitale. Non sappiamo ancora se i nostri soci verranno ad allenarsi per paura del contagio, anche se il riscontro social che abbiamo è molto incoraggiante. Occorre comunque responsabilizzare tutti a rispettare le norme di distanza”.

Proprio per questo, pur non essendoci obblighi, la palestra Gym club ha deciso di eliminare la quota di iscrizione e di scalare il tempo di chiusura da ogni tipo di abbonamento, anche il mensile (per esempio se un mensile scadeva il 19 marzo, vengono abbuonati i 10 giorni di chiusura dal 9 di marzo, spendibili dalla riapertura) e sancendo una sorta di alleanza con un’altra palestra il Power Gym di Pra’. “Hanno meno spazio, così abbiamo pensato di poter aprire la nostra sala ai loro soci”. Inoltre viene consentito l’uso dei campi da tennis, dei campi da beach e del campo da calcetto (come luogo per fare corsa individuale) del complesso sportivo.

Più difficile quindi la situazione per palestre con meno spazio e che hanno, per esempio, un leasing sui macchinari.

Ha già aperto invece la Gym Age in zona San Martino: “Abbiamo due sale per il corpo libero, non macchinari – racconta la titolare Aurora Maurizio – per cui è stato più facile organizzarsi, anche se ovviamente non siamo a pieno regime come prima del lockdown”.

La sala è divisa come una scacchiera per garantire il rispetto degli spazi. La Gym Age ha due spazi in totale di 180 mq, di cui uno da 75-80 la cui capienza è stata dimezzata (6-7 posti a corso).

Aurora Maurizio si era organizzata per fornire comunque il servizio online ai propri clienti: “A distanza di due settimane dalla chiusura avevamo già attivato le lezioni sul web ed è stato molto apprezzato dai nostri utenti, tanto che abbiamo deciso di continuare anche in questa fase 2 per dare la possibilità di allenarsi anche a chi non se la sente di tornare in palestra”.

Un servizio che ha consentito alla Gym Age di mantenere il contatto con i propri allievi e di utilizzare comunque in modo proficuo l’abbonamento. “La quota delle due settimane di chiusura l’abbiamo comunque regalate a tutti”, precisa Maurizio.

I clienti sono tornati ad allenarsi rispettando le disposizioni igieniche (cambio scarpe immediato, indumenti per il cambio tutti in una borsa, doccia a casa), ma per le palestre è in arrivo un altro periodo in cui il business è meno fiorente: l’estate è tipicamente un momento in cui calano gli iscritti.

Il periodo del lockdown ha inoltre falciato completamente i guadagni dei personal trainer (una categoria diversa dai collaboratori sportivi, che hanno un contratto di collaborazione appunto e che integra solitamente un’altra attività), ossia i professionisti con partita iva che utilizzano le palestre per allenare i propri clienti: dall’oggi al domani hanno smesso di lavorare e, con la riduzione degli orari dei corsi delle palestre per consentire le operazioni di sanificazione, non avranno più a disposizione molti spazi per operare.