Le regole

La fase 2 del tribunale di Genova: udienze senza testimoni e plexiglass nelle aule

Il padiglione Jean Nouvel o i magazzini del Cotone per l'incidente probatorio di ponte Morandi

Genova. Comincia domani, con una settimana di ritardo rispetto a quella stabilita dal dpcm del governo, la fase 2 del tribunale di Genova. E sarà una fase con restrizioni ancora imponenti che incideranno pesantemente sull’accesso a palazzo di Giustizia e soprattutto sull’andamento delle udienze.

Anzitutto le misure previste dal presidente del tribunale Enrico Ravera prevedono il divieto assoluto di accesso per chi ha più di 37,5 gradi di febbre, che sarà misurata all’ingresso con un termoscanner. Divieto di utilizzare gli ascensori con eccezione per chi ha più di 65 anni o presenta particolari patologie che gli impediscano di utilizzare le scale. L’ascensore sarà utilizzabile comunque da una persona per volta. Per entrare in tribunale (per chiedere informazioni agli uffici sarà obbligatorio prendere un appuntamento) occorrerà utilizzare vie d’accesso obbligate: il lato destro rispetto all’ingresso per salire le scale, quello opposto per scendere. Obbligatorio l’uso della mascherina. In tutti i piani sono a disposizioni gel igienizzanti per le mani. Obbligatorio l’uso delle mascherine.

Rispetto alle udienze il Tribunale chiarisce che tutti i testimoni convocati da qui al 30 giugno nei processi penali non devono presentarsi a palazzo di giustizia a meno che non siano stati espressamente ricontattati: le udienze con testimoni infatti saranno tutte rinviate a settembre.

A grandi linee nel penale si celebreranno solo i processi con i detenuti, e quelli prossimi alla prescrizione. Nel civile saranno celebrati in questa fase i processi che riguardano alcune tutele fondamentali, in particolare il diritto di famiglia e il diritto al lavoro. Per quanto riguarda le udienze civili in cui si discutono interessi economici gli avvocati dovranno motivare per iscritto il fatto che un rinvio del processo potrebbe ledere gravemente una parte.

Poi ci sono le udienze con i grandi numeri ma senza dubbio improcrastinabili. Un esempio su tutti l’incidente probatorio sul crollo del ponte Morandi e il processo bis per il crollo della torre Piloti: “Stiamo cercando spazi esterni al tribunale – conferma Ravera – abbiamo aperto un’interlocuzione con la Fiera di Genova per il padiglione Jean Nouvel ma un’alternativa potrebbero essere i magazzini del cotone, ma ancora non abbiamo nulla di formalizzato”. Per il ponte Morandi le ‘parti’ presenti, tra avvocati e consulenti sono circa 200: impossibile utilizzare l’aula magna, ampiamente insufficiente nell’era Covid-19.

La stessa aula potrebbe essere utilizzate per processi abbastanza affollati ma non troppo come le cosiddette “Spese pazze”, “ma prima di decidere stiamo aspettando la relazione della Asl che cha visionato tutti i locali e ci fornirà le indicazioni circa la capienza massima”. Se gli spazi non saranno sufficienti si procederà con il rinvio.

Vuote resteranno certamente tutte le aule più piccole del terzo piano del Tribunale mentre i giudici civili non potranno piu fare udienza nelle loro stanze, solitamente affilate di avvocati che si scambiavano fascicoli e documenti gomito a gomito. Intanto paratie di plexiglass vengono montate in questi giorni in tutte le aule e nelle stanze dei magistrati e negli uffici che hanno contatto con il pubblico.

Nell’idea del presidente Ravera anche la possibilità di utilizzo delle aule per fare udienza anche al pomeriggio, in attesa di capire quando finirà l’emergenza: “Al momento la data della fase 2 nei tribunali termina il 31 luglio, speriamo che non venga prorogata a settembre sennò tutto il sistema sarebbe in seria difficoltà”.