Provocazione

Inno d’Italia a tutto volume? Non a tutti piace: un musicista genovese presenta denuncia per disturbo quiete pubblica

Michele Bitossi: "Amo la musica ma detesto ogni tipo di prevaricazione, avrei presentato querela anche se avessero suonato canzoni mie"

Genova. Forse non ci sarà più bisogno di lamentarsi né di utilizzare tappi di cera per le proprie orecchie perché ieri, 1 maggio, dovrebbe essere stata l’ultima volta in cui in alcune delle piazze e strade di Genova si è sentito risuonare a tutto volume l’inno nazionale preceduto dalla celebre aria pucciniana Nessun Dorma.

Stiamo parlando, naturalmente, di coloro che non hanno apprezzato l’iniziativa messa in atto da Salini Impregilo per omaggiare la città nei difficili giorni dell’emergenza pandemica ma anche in quelli in cui si è celebrata la conclusione delle pile e degli impalcati del futuro viadotto sul Polcevera.

Tra tante voci liete di ascoltare, nelle sere di scirocco, la musica che proveniva dal centro e dalle altre piazze, c’è chi, sera dopo sera, dal 28 aprile a oggi, ha deciso che non ne poteva più. E come se si trattasse di un qualsiasi concerto non autorizzato, è andato a sporgere denuncia.

A farlo, curiosamente, è stato proprio un musicista. Si chiama Michele Bitossi, noto anche come Mezzala, già leader dei Numero6 e oggi solista. Nato a Torino ma genovese d’adozione ormai da tempo, si è presentato alla stazione dei carabinieri più vicina e ha chiesto di poter sporgere denuncia contro quella che secondo lui era una situazione di disturbo del riposo delle persone.

“Pur essendo la musica perno centrale del mio lavoro nonché elemento essenziale della mia vita e pur amando ascoltarla spesso a volumi particolarmente importanti, non mi piace che ogni sera mi venga propinato a tutto volume l’inno Italiano da parte di “qualcuno” che ha predisposto postazioni di diffusione audio molto potenti in varie aree di Genova – dice Bitossi – non sapendo se questo “qualcuno” sia in possesso di tutti i requisiti necessari per poter fare ciò che sta facendo ho deciso di fare una denuncia contro ignoti per “disturbo alla mia queste” nella speranza che chi è preposto a farlo, indaghi su quello che accade”.

Bitossi dice di avere trovato qualche resistenza da parte delle forze dell’ordine nell’accogliere la sua denuncia, ma alla fine – “come gesto dimostrativo” – è riuscito a sporgerla. “Amo la musica ad alto volume ma detesto ogni tipo di prepotenza e prevaricazione. Evidentemente ci sono “ignoti” che si sentono padroni della città – conclude – avrei presentato denuncia anche se avessero suonato canzoni mie”.

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