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Inchiesta per epidemia colposa nelle Rsa, indagati sei direttori: mortalità a +200%

I carabinieri del Nas e i militari della guardia di finanza hanno perquisito le varie rsa acquisendo documenti sui ricoveri

Genova. Sei persone risultano al momento indagate nell’ambito dell’inchiesta per epidemia colposa aperta dalla procura di Genova per i morti nelle rsa del capoluogo e della provincia. La notizia è riportata dall’Ansa. Si tratta dei direttori sanitari delle seguenti strutture: Residenza Anni Azzurri Sacra Famiglia a Rivarolo, del Centro di riabilitazione a Quinto, del Don Orione Paverano a Genova, della La Camandolina al Righi, della Residenza San Camillo sempre in zona Righi e della Residenza Protetta Torriglia a Chiavari.

L’inchiesta della procura ipotizza il reato di epidemia colposa. Questa mattina, i carabinieri del Nas e i militari della guardia di finanza, coordinati dal procuratore aggiunto Francesco Pinto, hanno perquisito le varie case di riposo e acquisito materiale informatico e documentale relativo ai ricoveri di persone degenti nelle strutture.

La procura di Genova nelle scorse settimane aveva aperto una indagine per epidemia colposa e aveva incaricato un pool di esperti, guidato dal professore Giancarlo Icardi, di elaborare i dati raccolti dai carabinieri del Nas sull’andamento della pandemia in Liguria, raffrontata con i dati dei decessi degli anni precedenti, e sul tasso di mortalità delle varie Rsa. L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Pinto, sta cercando di fare chiarezza sulla gestione dei ricoveri, se siano state seguite le linee guida dettate dal ministero, se i pazienti infetti siano stati isolati, se siano state create stanze dedicate solo a pazienti Covid, se vi sia stata una separazione del personale.

Nelle scorse settimane i Nas avevano fatto alcune ispezioni nelle strutture dove non si erano registrati contagi ed erano state sentite diverse persone anche per verificare quanto denunciato in diversi esposti. In alcuni casi, infatti, personale e familiari, avevano denunciato che i dirigenti avevano proibito l’uso dei Dpi per non spaventare gli utenti, in altri casi che non vi era stata una separazione dei reparti. Alcuni direttori avevano invece puntato il dito contro Alisa, l’agenzia regionale che gestisce la sanità, dicendo che erano stati obbligati a tenere dentro i pazienti infetti per non intasare gli ospedali.

In base ai dati raccolti, il tasso di mortalità nelle sei rsa finite nel mirino della procura di Genova è stato, nel periodo tra febbraio e aprile, del 200% in più rispetto agli anni precedenti, con oltre 20 anziani morti per struttura. Alla San Camillo è deceduto anche un operatore sanitario.