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Genova. Tutto aperto, niente calca, tanta prudenza e comunque qualche scampolo di normalità che torna a farsi posto nella quotidianità genovese. Il primo giorno di riapertura totale delle attività commerciali, che secondo stime delle camere di commercio in Liguria ha portato a riaprire tra il 70 e l’80% delle 20mila imprese autorizzate a farlo, ha visto ripopolarsi anche via XX Settembre, la via dello shopping per eccellenza nel capoluogo ligure, con tanti giovani e meno giovani che hanno approfittato dei negozi di nuovo accessibili per farsi qualche “vasca” come accadeva prima della pandemia.

“Siamo qui perché dobbiamo comprare scarpe per la nostra bimba. Più che piacere è necessità, abbiamo molta paura”, racconta una famiglia in coda davanti a un grande store di abbigliamento verso piazza De Ferrari. Le regole sono ormai chiare a tutti: accessi contingentati, per entrare e uscire ci sono percorsi differenziati. Prima di entrare bisogna farsi misurare la febbre (non tutti lo fanno), lavarsi le mani con il gel disinfettante, indossare guanti monouso.

In molti casi è vietato provare i vestiti: per questo molte catene hanno deciso di concedere il rimborso in soldi anziché il reso in cambio di un buono. In alternativa i negozianti devono sanificare i capi dopo ogni prova, ma anche i camerini e il resto degli ambienti. Alcuni indumenti, come i costumi, vengono confezionati.

La nuova normalità di via XX Settembre è fatta anche di mascherine. I porticati sono una rassegna di volti macchiati d’azzurrino, a volte di bianco, a volte di colori diversi perché anche questo ormai è un accessorio di moda. Ma sono ancora tanti i passanti a non averla o a indossarla in maniera scorretta, abbassata sotto il mento o lasciando fuori il naso, forse ignorando che dal 18 maggio, per effetto di un’ordinanza del Comune di Genova, la mascherina va indossata sempre quando si esce di casa, anche all’aria aperta e in mezzo alla strada. L’unica eccezione è ammessa solo per chi pratica attività sportiva.

“Finalmente si può passeggiare, ma fare la coda fuori dai negozi non ci piace. Preferiamo acquistare online“, ci spiega un gruppo di giovani. Le misure restrittive rischiano in effetti di scoraggiare l’afflusso di clienti. In generale, però, i commercianti sembrano guardare con fiducia alla ripartenza. “Il primo impatto è positivo, la gente ha voglia di girare e curiosare, qualcuno anche di comprare”, spiega la commessa di un negozio di intimo. Non sarà più come prima ma almeno si torna a lavorare. Ed è già qualcosa.

 

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