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Importavano tonnellate di hashish per rifornire il mercato genovese: otto arresti, c’è anche il boss di Soziglia

Indagine lunga due anni: quasi tutti gli arrestati sono genovesi. Quattordici misure cautelari eseguite dai carabinieri di Genova

Genova. Sei arresti, altri due spacciatori finiti ai domiciliari oltre a sei persone per le quali il gip di Genova ha disposto l’obbligo di dimora. E’ il bilancio dell’operazione dei carabinieri del Comando Provinciale di Genova nei confronti di 14 persone ritenute a vario titolo responsabili di cessione e detenzione di sostanze stupefacenti. Gli arresti sono stati fatti quasi tutti a Genova (due a Perugia).

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I provvedimenti cautelari sono arrivati al termine di un’ indagine avviata nel febbraio 2018 dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Genova sotto la direzione del sostituto procuratore Federico Manotti e hanno consentito di sgominare due sodalizi criminali che si occupavano di importare tonnellate di hashish e marijuana dal Marocco, via Spagna e Francia per rifornire all’ingrosso il mercato nella provincia di Genova e di altre realtà del territorio nazionale (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Puglia, Lazio, Sicilia).

L’indagine, è nata dalle basi di una precedente operazione che aveva consentito di monitorare un incontro che si era tenuto a Sestri Ponente tra uno degli indagati di allora, residente a Carmagnola (TO), e due genovesi noti come gravitanti negli ambienti del narcotraffico. Motivo dell’incontro era la consegna di una campionatura di hashish, importato via terra dalla Spagna, da sottoporre alla valutazione dei due genovesi per il possibile acquisto di una consistente fornitura. Le indagini che ne sono seguite hanno consentito di individuare una radicata rete di soggetti, in prevalenza italiani residenti a Genova, divisi in due gruppi operativamente autonomi ma interconnessi in caso di necessità come l’approvvigionamento della droga o lo scambio di contatti.

Prima di essere smistata, la droga veniva stoccato all’interno di garage e magazzini cittadini, cambiati di frequente per non attirare l’ attenzione. Le indagini hanno anche dimostrato l’efferatezza con cui alcuni indagati perseguivano i propri scopi. Stupar Dragan, sloveno di 59 anni, uno degli arrestati, non ha esitato a minacciare di morte con una pistola e a picchiare una spacciatore che non aveva saldato un debito: è riuscito così a farsi consegnare 80 mila euro e una mercedes intestata alla madre della vittima.

A bordo dell’auto, a distanza di un mese da quell’episodio, lo sloveno è stato arrestato in flagranza poiché trovato in possesso di oltre 5 kg. di hashish. Complessivamente nel corso dell’indagine sono state arrestate in flagranza 20 persone e sequestrati quasi 100 chili di hashish e 80 mila euro.

I provvedimenti eseguiti all’alba di oggi hanno portato in carcere sei persone, altre due sono state sottoposte agli arresti domiciliari.

Gli arrestati sono Emanuele Carlevaro,, 68 anni di Genova, Bruno Chiaroni, 72 anni di Genova, Giuseppe Antonicelli, 56 anni, Giacinto Pino, (61 anni, genovese, noto come il ‘boss’ di Soziglia, che già si trovava in carcere a Marassi), Dragan Stupar, 59 anni e Abderrahman Hadir, 46 anni, originario del Marocco ma residente a Genova.
Ai domiciliari sono finiti Francesco Baldicchi e Ivan Maragno entrambi di Perugia. Ancora gli obblighi di dimora con divieto di lasciare la propria abitazione nelle ore notturne sono scattati per altri sei genovese: Luca Castiglione, 55 anni, Marc Mallia Marco, 35 anni, Carmelo Fortugno, 42 anni, Floriana Calogero 35 anni, , genovese, sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di Genova, Issam Ettaqui, 40 anni, 14. Issame Lherce, 41 anni, unico di fatto irreperibile.