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Il Movimento delle saracinesche chiede incontro a Toti: 10 proposte per aiutare commercio e artigianato

Il neonato Mosa ha stilato una serie di punti da sottoporre al presidente regionale

Genova. La richiesta di un incontro urgente, per esporre le proposte dei piccoli imprenditori (commercianti e artigiani) “per affrontare in maniera efficace la crisi che stiamo tutti vivendo e che porterà – se non faremo qualcosa subito – al collasso economico delle imprese e alla rivolta sociale”.

Sono queste le parole usate da Marino Poerio, artigiano ed esponente del neonato Movimento delle saracinesche (che unisce negozianti, commercianti e artigiani) si è rivolto in una lettera spedita oggi al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

Sono dieci i punti di proposta che, secondo il Mosa, serviranno a ripartire: in primis l’assunzione da parte dello Stato dell’obbligo di pagamento delle locazioni commerciali per tutto il periodo di chiusura (viene citato l’articolo 1180 del codice civile). Viene chiesta anche la cancellazione delle tasse dovute per l’anno corrente a partire dalla data del lockdown e il prolungamento della cassa integrazione per tutta la durata della chiusura.

Tra le proposte anche l’eliminazione degli oneri contributivi in busta paga per un periodo di sei mesi dalla riapertura, con l’affiancamento dello Stato, progressivamente a scalare, nel pagamento degli stipendi netti e la riduzione dei costi fissi imputati nelle bollette e il rimborso di quelle già pagate durante il periodo di chiusura.

Tra i punti elencati dal Mosa anche l’accredito di una cifra mensile congrua, a fondo perduto, sul conto corrente di ogni cittadino maggiorenne da parte della Banca Centrale Europea per tutta la durata delle chiusure, a decorrere dal primo giorno di blocco del Paese, per aiutare chi non ha reddito e dare un impulso a spendere a chi invece ha ricevuto comunque lo stipendio.

Non manca la richiesta di snellire la burocrazia, il blocco di concessione delle nuove licenze, oltre alla difesa del made in Italy (non solo a parole) e l’annullamento delle commissioni bancarie per i pos.