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I genovesi tornano sui bus, da Amt correzioni “a vista” ma su alcuni mezzi il distanziamento è teoria

Corse ricalibrate in tempo reale ma servirebbero più autobus, più autisti e più gasolio. Intanto è incognita rimborsi

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Genova. Sono passate oltre tre settimane dalla fine del lockdown e dall’inizio della fase 2 e gli spostamenti dei cittadini sono aumentati e si sono assestati attorno a un 25% in meno rispetto a quelli prima dell’emergenza Covid. Una percentuale che tiene conto soprattutto dei “viaggi” privati ma che si riflette anche sul ritorno dei genovesi sui mezzi di trasporto pubblico. I passeggeri stimati sono attorno al 45% del pre epidemia. Specialmente su alcune linee, specialmente in alcuni orari, l’incremento nel numero di passeggeri rischia di essere superiore al servizio offerto e ai mezzi in circolazione, soprattutto se si devono – e si devono – mantenere le distanze di sicurezza previste. La capienza dovrebbe essere, in teoria, non superiore al 50%.

Linee tra il centro e il ponente, linee verso la Valpolcevera, linee collinari. Non solo agli orari di punta – mattino e tardo pomeriggio – ma anche alla sera e nella tarda mattinata non è raro vedere mezzi dove la distanza consigliata non è rispettata. Pubblichiamo alcune immagini inviate da alcuni lettori. Sono relative a un 9 in servizio alla sera e a un 8 in servizio poco prima di mezzogiorno. In nessuno dei due casi, raccontano i due cittadini, è stato invitato qualcuno a scendere né l’autobus ha fermato il servizio per aspettare un’altra vettura, come capita a volte per ovviare al problema. Le mascherine, comunque, erano indossate da tutti come da ordinanza.

Al momento il servizio erogato rispetto agli orari “invernali” standard è attorno al 95%, in alcuni momenti al 98%. Tuttavia, più che nei primi giorni di allentamento dei divieti, quando forse i genovesi erano ancora poco propensi a salire su un autobus o sulla metro, il numero di utenti è tornato a salire. Ancora di più, probabilmente, aumenterà nelle prossime settimane visto il traffico d’inferno che si prospetta per chi viaggia in auto a causa dei molti lavori programmati in autostrada.

Generica

Si naviga a vista, nel senso che le soluzioni ai problemi vengono trovate praticamente in tempo reale. Amt si occupa costantemente di monitorare la situazione per aumentare le corse su una o sull’altra linea. La questione è che, anche stando a fonti sindacali, da una parte gli spostamenti dei genovesi non si sono ancora stabilizzati – quindi i problemi sorgono in maniera random ed è più difficile prevenire – dall’altra per dare un servizio più puntuale e fluido servirebbero più mezzi, più uomini e più gasolio. Tre parametri che, con le casse dell’azienda di trasporto pubblico già messe a dura prova dai mesi del lockdown, sarà difficile soddisfare.

Intanto dal ministero arriveranno ad Amt circa 3 milioni di euro da spendere entro il 2021 per l’acquisto di autobus elettrici e per l’allestimento anti-Covid. Una goccia nel mare: con quei fondi si potranno comprare, a spanne, 5 o 6 autobus.

E, per il futuro, torna ad aprirsi la questione rimborsi: sul tema è stata presentata un’interrogazione dal presidente del municipio Ponente Claudio Chiarotti. Ha chiesto a Comune ed Amt se sono previsti rimborsi o proroghe per gli abbonamenti non utilizzati a febbraio e a marzo. Al momento non ci sono rassicurazioni: molto dipenderà dagli stanziamenti del governo per i Comuni, e se come sembra non fossero sufficienti difficilmente Amt avrà la possibilità di rinunciare ad altre entrate.