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Il caso

Folla in Darsena per la movida a Savona, Toti bacchetta Caprioglio. La sindaco: “Subito incontro con operatori”

Nella città della Torretta una folla disordinata di ragazzi si è riversata in strada a godersi il primo venerdì sera di “libertà”

Savona darsena distanza sociale

Savona. Il momento più critico di questa prima fase di “libertà” sarebbe arrivato in concomitanza con la movida del primo weekend, lo sapevano tutti. Già da lunedì sera, nella prima notte di libertà, quando ad Albenga e Finale Ligure si erano verificati dei “piccoli eccessi di entusiasmo”, come li avevano definiti alcuni amministratori locali.

Nessuno però ha previsto quello che è accaduto nella vecchia Darsena tra le 10 e mezzanotte quando da Calata Sbarbaro a via Baglietto, da piazza d’Alaggio al Brandale una folla disordinata di ragazzi si è riversata in strada a godersi il primo venerdì sera di “libertà”. Tutto è stato documentato da Ivg.it sui propri social e sul proprio sito.

Purtroppo è tutto vero e la situazione in Darsena è sfuggita di mano. Tanto che anche il Governatore della Liguria, Giovanni Toti è intervenuto criticando direttamente l’operato dell’amministrazione comunale del capoluogo: “Ci sono città che si sono organizzate e dove gli amministratori sono in giro a controllare a mezzanotte. Altre no. Richiameremo tutti i sindaci al loro impegno e al loro dovere”.

“Le criticità della movida in Darsena sono state già affrontate – la replica del sindaco Caprioglio – durante il comitato ordine pubblico e sicurezza convocato dal prefetto dal quale è scaturito un piano di controlli intensificati da parte della polizia municipale e della forze dell’ordine come è avvenuto già nella serata di ieri, purtroppo, però, ci siamo resi conto che non è sufficiente e come amministrazione comunale abbiamo in programma un incontro con gli operatori della Darsena per attivare modalità condivise anti assembramento; confidiamo nella collaborazione con gli operatori che in questi giorni si sono dimostrati attenti nel mettere in atto puntualmente tutte le disposizioni previste dal dpcm”.

“Sono questi gli strumenti che stiamo ponendo in essere al fine di limitare l’affluenza di persone, scongiurando il rischio di assembramenti, anche perché l’adozione di una ordinanza sindacale di chiusura la consideriamo l’extrema ratio in quanto andrebbe a colpire degli operatori che a fatica stanno cercando di riprendere a lavorare – conclude – tuttavia il messaggio che è arrivato di totale apertura è stato interpretato, come era immaginabile, alla stregua di un liberi tutti dopo mesi di lockdown che sta mettendo in seria difficoltà molte amministrazioni locali che devono fare i conti con la carenza di personale e risorse”.

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