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Finte polizze, scooter e tablet: con lockdown e negozi chiusi impennata delle truffe online

Tanti gli episodi in questo periodo di quarantena. Attenzione in particolare agli accrediti sulle postepay

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Genova. I genovesi in lockdown finiscono sempre più nel mirino dei truffatori che all’epoca del coronavirus possono agire ancora più facilmente nascondendosi dietro nomi fittizi e raggirando chi ha magari necessità di acquistare beni e servizi ma non può uscire di casa. Sono diversi gli episodi delle scorse settimane denunciati ai carabinieri che si sono trasformati in altrettante denunce.

Tra questi sono stati denunciati un georgiano di 49 anni, senza fissa dimora e la complice, una 56enne di Casale Monferrato, che, fingendosi operatori di un’inesistente agenzia assicurativa, hanno contattato un 36enne genovese dal quale, dopo avergli proposto la stipula di una vantaggiosa polizza assicurativa, sono riusciti a farsi accreditare 495 euro su una carta PostePay a loro intestata. Denunciato anche una 52enne genovese, con precedenti di polizia, che in qualità di reale broker assicurativa, aveva fatto stipulare ad una 40enne peruviana una polizza RCA rivelatasi falsa.

Stessa sorte per cui ha messo falsi annunci di vendita. E’ il caso di un 40enne originario di Avellino che, dopo aver pubblicato su un sito specializzato un falso annuncio relativo alla vendita di un furgone, era riuscito a farsi accreditare su carta PostePay 700 euro da parte dell’acquirente, un cittadino dello Sri lanka residente a Genova, e poi si era reso irreperibile. Denunciati anche un calabrese di 59 anni ed un 53enne milanese, che si erano finti interessati all’acquisto di un motoveicolo messo in vendita da un 30enne genovese, I due tramite diverse ricariche PostePay si erano fatti accreditare dal venditore la somma di 3.000 euro. La tecnica usata, orami frequente e consolidata, è quella di convincere la vittima a recarsi presso un Postamat e digitare un codice indicatogli dal truffatore al fine di ricevere un accredito; in realtà, la digitazione ha come risultato l’operazione inversa, ovvero quella di accreditare la somma su una carta nella disponibilità del truffatore.

Denunciato infine anche un albanese di 34 anni che dopo aver contattato una 45enne genovese, inserzionista su un sito della vendita di un tablet, riusciva mediante i predetti artifizi e raggiri a farsi ricaricare la propria carta PostePay della somma di 1.260 euro, pattuita come prezzo di acquisto dell’oggetto.