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Fase 2, il Gaslini riapre le visite ai pazienti: papà ammessi in sala parto

Oggi l'istituto festeggia i primi 82 anni di attività

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Genova. Venerdì 15 maggio l’Istituto Giannina Gaslini compie 82 anni e festeggia i suoi piccoli ospiti offrendo ovetti di cioccolato a tutti i bambini che usufruiscono delle visite ambulatoriali (su prenotazione) presso il padiglione 20 “Ospedale di Giorno” e un gelato a coloro che si trovano all’interno dell’Ospedale presso l’entrata del padiglione 16, tutti offerti da generosi donatori.

“Il 15 maggio richiama coincidenze importanti per l’Ospedale Gaslini. L’inizio della sua attività grazie alla generosità e lungimiranza del Fondatore Gerolamo Gaslini, la visita del Presidente Mattarella due anni orsono per l’ottantesimo compleanno, ed oggi l’avvio di una nuova fase di ritorno graduale alla normalità dopo i grandi cambiamenti imposti dal Coronavirus. Si allenta, gradualmente, quell’emergenza in cui gli operatori del Gaslini hanno continuato a lavorare per il bene dei bambini e delle loro famiglie, anzi forse hanno dato ancora di più, perché è nel momento del bisogno che viene fuori il carattere e la forza di chi conosce bene l’importanza del proprio lavoro. Come presidente sono orgoglioso della positiva reazione che ha avuto il nostro ospedale e sento il bisogno di ringraziare tutte le donne e gli uomini del Gaslini, che a tutti i livelli si sono impegnati per garantire accoglienza e sicurezza ai nostri bambini. Sono certo che quando l’emergenza sarà andata via del tutto, la forza e dedizione del Gaslini e dei Gasliniani, che durano da ormai oltre 8 decenni, saranno ancora di più un modello di riferimento per il mondo della pediatria” afferma il presidente del Gaslini Pietro Pongiglione.

“L’Ospedale non si è mai fermato durante la pandemia, ma fin da subito ha applicato regole di comportamento e di sicurezza in modo da offrire percorsi liberi dall’infezione (nel cosiddetto “ospedale covid free”), e parallelamente percorsi dedicati e distinti in grado di continuare a curare pazienti sospetti e/o positivi al virus (nelle strutture denominate “ospedale covid”) – spiega il direttore generale del Gaslini, Paolo Petralia -. Così facendo l’ospedale ha potuto curare in questi tre mesi 20 bambini positivi, in media di sei anni e mezzo di età, provenienti da tutta la Liguria, tutti guariti e dimessi; e nel contempo ha offerto una verifica dello stato di esposizione al virus con tamponi a tutti i suoi operatori, riscontrando solo poco più dell’1% di positivi, peraltro contagiatisi all’esterno dell’Istituto”.

“L’Istituto Gaslini è un’avanguardia del nostro sistema sanitario – afferma il presidente della Regione Giovanni Toti – e lo ha dimostrato anche durante l’emergenza coronavirus, garantendo grande qualità nell’assistenza e nelle terapie sia ai piccoli pazienti positivi che ora sono tornati a casa, guariti, sia a tutti gli altri bambini che in questi mesi hanno avuto bisogno di assistenza. Al Gaslini rivolgiamo i nostri migliori auguri per questi 82 anni trascorsi sempre in prima linea: un impegno straordinario che oggi consente all’ospedale di tornare, progressivamente e in piena sicurezza, alla normalità”.

“La riapertura progressiva e in piena sicurezza delle attività ambulatoriali – aggiunge la vicepresidente e assessore alla Sanità Sonia Viale – è frutto delle professionalità di questo ospedale che è anche Ircss pediatrico: alla straordinaria capacità di assistenza e presa in carico dei piccoli pazienti si affianca una fondamentale attività di ricerca scientifica, che ha dato importanti risultati anche in relazione alla pandemia, con la recente scoperta, insieme all’ospedale Galliera, di un farmaco in grado di ridurre l’infiammazione acuta polmonare causata dal virus”.

“Anche nella fase due dell’epidemia l’Istituto Gaslini conferma e anzi sviluppa la propria proposta organizzativa per continuare a poter accogliere in sicurezza tutti i bambini che necessitano di cure con un loro famigliare, le future mamme per dare alla luce i loro bambini, nonché per la contestuale tutela lavorativa dei propri operatori e collaboratori” spiega il direttore sanitario, Raffaele Spiazzi.

“Ed è proprio agli Operatori dell’ospedale che il “Piano della Sicurezza per i Lavoratori” si rivolge, – spiega Roberta Serena, direttore amministrativo – grazie al coordinamento del “Comitato per l’applicazione e la verifica del Protocollo per le misure di sicurezza negli ambienti di lavoro” – riunito settimanalmente per il costante confronto sull’attivazione ed il monitoraggio dei protocolli di sicurezza – ed ai percorsi di risk assessment ed ai conseguenti Piani di Lavoro di tutti gli Operatori, anche con l’uso del lavoro agile e del lavoro da remoto”.

Norme di accesso in Istituto
L’accesso all’interno della cinta ospedaliera è consentito dalle ore 6 alle 20, solo previa esibizione del badge personale per i dipendenti e tutti gli operatori anche terzi, e della tessera sanitaria per gli accompagnatori ed i visitatori dei pazienti, che dovranno essere in possesso di documentazione per l’esecuzione della prestazione e/o autorizzazione all’ingresso (codice di prenotazione).

Sarà obbligatorio indossare sempre la mascherina chirurgica sul viso, e sarà possibile accedere previa misurazione della temperatura corporea che non deve essere superiore a 37,5°C. Obbligatoria ovviamente l’applicazione delle misure di igiene e precauzioni universali, del distanziamento sociale e dei percorsi in sicurezza per tutte le persone che accedono.

Si accede attraverso appositi check point collocati all’ingresso nord (largo Tolentino – ospedale di giorno) tutti i giorni feriali escluso sabato e festivi dalle 6 alle 20 e all’ingresso sud (via Gaslini – lato mare) tutti i giorni h 24/24.

Presenza in ospedale
Nell’ambito dell’attività di ricovero è necessario limitare la presenza degli accompagnatori ad un solo genitore/caregiver per paziente, in possesso di permesso scritto del reparto, sottoposto a tampone al momento del ricovero e con impiego di adeguati dispositivi di protezione individuale, e con la possibilità di un ulteriore visitatore dal 7° giorno di ricovero in poi, sempre in possesso di permesso scritto del reparto e con impiego di adeguati DPI.

Proprio per consentire l’efficacia delle misure protettive per i pazienti e l’intera comunità ospedaliera è necessario presentarsi all’accesso con la tessera sanitaria e la documentazione per l’esecuzione della prestazione/ricovero (il codice rilasciato all’atto della prenotazione) oppure con il permesso scritto per l’accompagnatore (rilasciato dalla U.O).
E’ inoltre consentito l’accesso dei papà alla sala parto, con impiego di mascherina chirurgica e adeguati DPI.